Se segui Trump sei tardo?

Pubblicità

Di

In un bell’articolo di Giulia di Bella, per la testata online The Vision, si affronta un tema affascinante e tenebroso, ovvero la capacità di alcuni leader di far presa sulla parte più semplice della mente delle masse.

Il pezzo trae spunto da un saggio dello psicologo Howard Gardner, che analizza i profili psicologici dei personaggi influenti. Il gotha della leadership mondiale nei secoli, mica scartine.

Passiamo dal Mahatma Ghandi, perché la cosa vale anche se sei non violento, a Papa Giovanni XXIII, Eleanor Roosevelt, Martin Luther King, Margaret Thatcher. Alcuni ci sono più simpatici, altri meno. Ma tutti, a modo loro hanno qualcosa in comune, sono personalità egemoni, e cioè riescono in un modo o nell’altro a esercitare un potere persuasivo nei confronti della gente, potere che esula dalle capacità specifiche, lavorative o affabulatorie dei vari personaggi. Lo schema si ripete a prescindere dal tempo e dal personaggio, in parole povere, ci sono delle costanti nel rivolgersi ai propri “followers”.

Ma qual è il meccanismo? Quali turpi trucchi mettono in campo queste personalità per circuire masse e legioni che seguono poi pedissequamente i propri leader?

La risposta a molti non piacerà. Leggiamo direttamente dall’articolo della di Bella:

“intorno all’età di cinque anni la mente umana è già in grado di formarsi un’opinione sulla realtà, ma nel farlo usa schemi elementari. In età prescolare il bambino si rifà a un sistema di bianco e nero, ed è per questo sensibile a teorie manichee, magari anche affascinanti ma molto semplici e pericolose. L’educazione dovrebbe occuparsi di rendere la mente del bambino più sofisticata, capace di cogliere le sfumature in ogni porzione della realtà. Gardner però fa notare che questo intento spesso fallisce, così che la società si ritrova costituita da adulti che continuano a “ricalcare le teorie dell’età infantile”. Chiunque voglia persuadere la collettività deve dunque parlare, e agire, come se avesse di fronte uno stuolo di bambini di cinque anni. “I leader che propongono versioni di identità sofisticate sono spesso surclassati da quelli che presentano storie più semplici, se non addirittura semplicistiche”, afferma Gardner. Il leader ha di fronte a sé una moltitudine di individui che, dal punto di vista dello sviluppo psicologico, si appresta a iniziare la scuola elementare.”

Donald Trump è un fulgido esempio di questo modo di agire. A una mente spregiudicata e priva di scrupoli, si aggiunge una narrazione semplice ed elementare. Se ci si fa caso, anche il linguaggio dell’ex presidente è ridotto all’osso e semplificato al massimo. Quante volte lo abbiamo sentito parlare di un nemico “brutto”, o “molto cattivo”, e ci siamo chiesti perché usasse quel linguaggio composto da al massimo 500 parole. La risposta ce la dà appunto Gardener, quando ci spiega che per questi leader, è più importante vendere una realtà verosimile che vera. È ovvio che quanto è più privo di scrupoli il leader, tanto più la narrazione è priva di valori etici e come nel caso di Trump o Salvini, indirizza il pubblico “elementare” verso una storia semplice, con nemici palesi anche se inventati e una storia che non sta in piedi per menti più complesse ma plausibilissima per un pubblico elementare.

Dunque chi segue questi personaggi è stupido? Non necessariamente, semplicemente non ha elaborato i mezzi per concepire e comprendere una narrazione più complessa e per analizzare i fatti con logica ed equidistanza. Per questo la storia deve essere semplice e fortemente polarizzata: nero o bianco, senza sfumature di grigio, sfumature che, come sappiamo bene, difficilmente i bambini colgono.

Il primo aspetto individuato da Gardner, nelle varie personalità egemoni, è la capacità di parlare alla mente incolta della gente. L’attitudine a esercitare un potere persuasivo tramite doti specifiche, che nulla avevano a che fare con le specifiche competenze disciplinari, interessò Gardner in quanto fenomeno immutabile e imperituro. Secondo lo psicologo, il potere di rendersi influenti sembra valicare i confini spazio-temporali e arrivare fino ai giorni nostri. Le caratteristiche comuni ai vari leader, infatti, si ripetono nel tempo. Prosegue la di Bella:

“…Il leader ricorda sempre ai suoi seguaci-adepti che il viaggio da affrontare è irto di ostacoli, affinché questi avvertano un misto di speranza e paura. Il compito di un capo è convincere il pubblico che senza la sua guida non potrà essere raggiunto l’obiettivo che desidera. Mentre il leader parla alla mente “incolta”, infatti, inducendola a confidare in un cambiamento, dall’altra parte comunica il messaggio che nessuno può farcela senza di lui.”

Sembra facile, ma evidentemente non lo è così tanto. È ovvio che se si hanno molti soldi e un buon team della comunicazione social, che oggi ha sostituito praticamente le piazze, il gioco è quasi fatto. Uno scenario preoccupante ma per cui si stanno creando anticorpi, soprattutto nei social network, che tendono oggi a bloccare narrazioni palesemente false. Ma la storia sarà sempre farcita di questi leader spregiudicati e privi di scrupoli, istruire, dare i mezzi per analizzare la realtà è un imperativo per il futuro.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!