Simonetta la migliore!

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Dai, se puoi essere davanti a Rhianna e Byoncé nella classifica delle le 100 donne più influenti del mondo te la puoi tirare da qui a Timbuctù. Conosco donne che darebbero una gamba per essere più influenti anche solo di Roberta Pantani.

Ma lei no, lei, la nostra ex Presidente, la Simonetta Sommaruga, invidiataci da tutta Europa non fa un cip. Incassa con la consueta eleganza e se ne torna nell’ombra perché la rotazione dei ministri, che da noi in Svizzera ogni anno si fregiano del diritto di essere capi di Stato, permette di essere stelle sul palcoscenico nazionale, solo per 365 giorni.

E comunque, Simonetta Sommaruga ha lasciato il segno, perché ha oggettivamente la caratura della grande statista. Non a caso la rivista Forbes, che stila ogni anno la classifica delle donne e degli uomini più influenti al mondo, ha piazzato quella che era la nostra Presidente fino a ieri al 56esimo posto. Chissà l’invidia di Lorenzo Quadri, che invece nelle classifiche parlamentari finisce sempre in fondo, peggio del portalimoni della squadra, con un prestigioso 166esimo posto su 173 consiglieri ricandidati nel 2019 (leggi qui sotto).


Se poi pensiamo che le svizzere non finiscono quasi mai in classifica e che la Simonetta l’anno scorso manco era nella top ten, è roba da leccarsi anche i gomiti. Simonetta Sommaruga, insieme alle altre, quest’anno, non è stata valutata solo per patrimonio, apparizione nei media, potere e influenza, ma anche per la sua gestione e la risposta al Coronavirus, un fattore ormai imprescindibile nella vita di un politico. Certo che essere sul podio con Angela Merkel, Kamala Harris, Melinda Gates e la regina Elisabetta è una soddisfazione coi controfiocchi. Per la gioia dei leghisti nostrani poi, quest’anno non c’è neanche un’italiana in classifica.

Scherzi a parte, Simonetta Sommaruga ha avuto il pregio, in una politica urlata e spesso ai livelli di un mercato del pesce, di mantenere un aplomb britannico e un sorriso tutto latino, ci piace pensare ereditato dalla parte ticinese. Ma soprattutto, in una politica dove spesso siamo costretti a vergognarci di certe uscite di capi di Stato minori e più nostrani (leggi qui sotto).


Simonetta ha saputo dare lustro e dignità a una carica che è rappresentativa del Paese e di noi tutti. 

Una cosa del genere non possiamo certo dirla, appunto, del ministro e capo di Stato ticinese Norman Gobbi, che è più aduso a gaffes e a fughe in avanti, che a discrete prese di posizione e alla diplomazia.

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