SpaceX, quando Marte non è la priorità

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Il razzo Starship di SpaceX, che è l’azienda aerospaziale di Elon Musk, si è schiantato in fase di atterraggio dopo un breve volo compiuto a poco più di 12 chilometri di quota. Non che la storia aerospaziale non sia costellata da flop, ma a non convincermi del tutto è il ferreo ottimismo del suo amministratore delegato, lo stesso Musk, che, di fronte a questo evidente passo falso, ha comunque dichiarato: “Abbiamo acquisito tutti i dati di cui avevamo bisogno. Marte, stiamo arrivando!”.

Marte, proprio così. Come se, per l’Umanità, oggi la sfida epocale fosse davvero quella di vedere l’uomo atterrare sul Pianeta rosso. Certo, proprio com’era accaduto con la corsa alla conquista della Luna in piena Guerra fredda, con i russi e gli americani a contendersi l’obiettivo, non si può nascondere il fascino che un’impresa del genere riesce ad alimentare attorno a sé. Ma forse, oggi come allora, le priorità sono ben altre. Già. Ma quali? Per il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres non c’è alcun dubbio su cosa figuri in cima alla lista. Lo ha fatto presente a tutti pochi giorni fa.

Per Guterres, i leader mondiali, ognuno nel proprio Paese, dovrebbero dichiarare immediatamente lo stato d’emergenza climatica per accelerare le misure di contrasto all’effetto serra e al surriscaldamento globale. Prima di pensare a Marte per lui c’è la Terra. Del resto quando l’uomo andò sulla Luna, in molti si chiesero se con tutti quei soldi non sarebbe stato più utile ed etico occuparsi dei terresti e dei loro bisogni, piuttosto che assecondare un capriccio della fantasia di pochi. Rimane il fatto che l’impresa di Armstrong e compagni galvanizzò l’intero genere umano. O almeno così fu sulle prime.

Perché di lì a poco tutto finì per spegnersi e affievolirsi. La speranza di poter debellare le malattie più diffuse o di porre fine alla fame nel mondo, solo perché eravamo stati capaci di andare sulla Luna, fu ben presto delusa. Oggi con il ritorno di fiamma della corsa allo spazio e il possibile approdo dell’uomo su Marte, ecco che la faccenda si ripete tale e quale. Con Elon Musk che assicura tutti del fatto che una volta perfezionato, Starship porterà le persone e tutto il materiale necessario in orbita e, sempre nei piani di Musk, ci riporterà prima sulla Luna e poi alla conquista del Pianeta rosso. Se sarà o meno così, poco importa. Quel che forse più di tutto conta è la macchina per fare soldi messa in piedi dal secondo uomo più ricco al mondo.

Elon Musk, Ceo di SpaceX e di Tesla, con un tweet aveva perfino annunciato il costo del biglietto per Marte: da 100.000 a 500.000 dollari a seconda del numero dei partecipanti, con tanto di biglietto di ritorno gratuito. Non proprio alla portata di tutti ma di sicuro di molti pronti a sborsare una cifra del genere pur di potersi distinguere nei fatti e non solo negli averi. Nessuno di noi poveri mortali con miseri stipendiucci da impiegatucoli potrà mai permettersi nulla di simile. Tra gli obiettivi di SpaceX c’è pure quello di trasportare fino a 100 passeggeri su Marte. Fate quindi un po’ voi i conti. 

Del resto la scelta del patron di Tesla è piuttosto evidente. Perché puntare tutto sul mondo dell’auto? Uno dei mercati più competitivi al mondo? Nel 2017 le case automobilistiche hanno sfornato 73 milioni di automobili. Tesla ne ha fatte appena 100.000. L’auto elettrica di Tesla sta cercando di farsi strada tra giganti delle dimensioni di GM, Ford, Volkswagen, Toyota e Hyundai, che nei loro impianti producono 5.000 auto o più ogni settimana. Nel mondo però si fabbricano pochissimi razzi. E guarda caso nel mondo, proprio nel 2017, ci sono stati 90 lanci di razzi orbitali, 18 dei quali erano di SpaceX. Ecco come si fanno gli affari. Andando ad occupare quelle nicchie di mercato che risultano ancora scoperte come lo era lo spazio prima dell’arrivo di SpaceX. Siore e siori venghino! Marte vale ogni centesimo del biglietto! Ancora pochi minuti e poi si parte a razzo!

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