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Finalmente il matrimonio per tutti in Svizzera è realtà. La sessione invernale del parlamento, sancisce un uguaglianza di fatto tra le coppie indipendentemente dal sesso.

Il Nazionale, in votazione finale, ha optato per il sì con 136 voti contro 48 no e 9 astenuti, agli Stati con 24 voti contro 11 e 7 astensioni.

Un risultato tutto sommato abbastanza chiaro e che sancisce una volta per tutte medesimi diritti per le coppie omosessuali ed eterosessuali. Un passo importante, soprattutto formalmente, perché a prescindere da diritti e non è una garanzia di fronte alla società tutta.

Nonostante alcune resistenze, legate alla possibilità di coppie lesbiche di accedere alla donazione di sperma (cosa già permessa alle coppie eterossessuali) la votazione è chiara. Chi pensava di poter far tornare indietro le lancette dell’orologio della storia si sbagliava. E dopo decenni in cui migliaia di specialisti hanno dichiarato che il figlio di una coppia omosessuale, non ha nessun problema maggiore rispetto a quelli di coppie eterossessuali, questo era un passo doveroso.

C’era stata un po’ di maretta recentemente, per un trasmissione radiofonica della RSI (Modem), proprio in relazione a questa votazione. Imbarco Immediato aveva criticato al conduzione per non aver invitato al dibattito nessun esponente della comunità LGBT+ (leggi qui sotto).

Il PPD Marco Romano, uno dei maggiori detrattori della nuova legge, ospite in trasmissione, aveva espresso perfettamente il non-pensiero di chi, oggettivamente, cercava di negare a delle cittadine o dei cittadini i diritti sanciti per tutti, solo sulla base di pregiudizi e preconcetti ormai sfatati anche dalla scienza. Un non-pensiero condiviso anche dalle fasce più destrorse del nostro parlamento (leggi qui sotto).

Un diritto già sancito ampiamente in altri Paesi, ne avevamo parlato già nel 2015, (dunque 5 anni fa!) per la decisione della corte suprema USA di imporre agli States il diritto al matrimonio anche per omosessuali (leggi qui sotto).

Certo questo non significa la fine dei pregiudizi. La strada fatta delle comunità LGBT+ in questi decenni è però immensa. Una strada faticosa, fatta anche di dolore e sofferenza e costellata di morti, ma una strada che si fa sempre più ampia, per dire solo che tutti gli esseri umani hanno diritto di avere gli stessi diritti. Pregiudizi spesso figli dell’ignoranza e di una povertà di intelletto sempre più presente, soprattutto sui social (leggi qui sotto).

Quella di oggi è una vittoria non solo per gli e le omosessuali, ma per tutta quella parte di popolazione per cui i diritti sono davvero di tutti e non solo privilegio legato a questioni di razza, censo o religione. Uno stato moderno e forte passa anche attraverso questi cambiamenti, che rendono un paese più degno e moderno.

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