Vaccino sì o vaccino no?

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Bello sorridente e arzillo nonostante i suoi ottantun’anni, senza porsi troppi dubbi amletici, si è fatto immortalare mentre un medico gli stava iniettando il vaccino. Passerà alla storia William Shakespeare – questo il suo nome, identico a quello del poeta e drammaturgo più celebre d’Inghilterra – che è stato tra i primi a sottoporsi al vaccino anticovid. Un vaccino del quale si sa ancora poco, ma che in molti sono convinti sarà fondamentale per lasciarci alle spalle la pandemia. William ci è parso così felice che pareva brutto chiedergli se per caso si è posto il problema.

Farlo o non farlo

Prendendo in prestito una canzone degli anni Ottanta di Antonello Venditti dal titolo “Bomba o non bomba”, potremmo dire che oggi, malgrado cambi la parola, la valenza esplosiva è comunque quella. Vaccino o non vaccino. Con i picchi segnati dalle borse, quando questa o quella ditta farmaceutica ha annunciato la scoperta del santo Graal vaccinale. Peccato solo che appena annunciata ai quattro venti la sua efficacia, i vertici di Pfizer hanno venduto fino al 65% delle proprie azioni, monetizzando più di cinque milioni al solo annuncio. L’UE potrebbe addirittura stanziare oltre 10 miliardi di euro per accaparrarsi, a partire da gennaio, le dosi. Perché un vaccino fa gola a tutti. Ed è per questo che, un po’ come per le prime mascherine, si teme possano presto iniziare a circolare anche dei lotti contraffatti. 

Obbligatorio? No, grazie

Probabilmente non si renderà obbligatoria la vaccinazione, non perché non possa risultare utile, ma perché una scelta del genere sarebbe estremamente impopolare. Se, il vaccino, deciderai di non farlo perché temi che possa modificare il tuo DNA o essere la scusa per impiantarti un microchip o anche solo perché non ti va e basta, vorrà dire che probabilmente non salirai più su nessun aereo, come del resto ha già annunciato la compagnia australiana Qantas. Spetterà a te la scelta sul da farsi, certo. In pratica, in tutta libertà, potrai decidere tu se vivere da solo, isolato ed emarginato, recluso nel tuo perimetro lontano da tutto e tutti, oppure se per il bene tuo e del gregge, con un pizzico di buonsenso, ti farai vaccinare.

Quel che non uccide, fortifica

Come si cambia per non morire. Come si cambia per ricominciare. Questa invece la cantava Mia Martini. A riprova della nostra fragilità. Delle paure che debbono fare i conti con un’unica certezza. Quella della morte. Che il vaccino possa portare con sé degli effetti collaterali o indesiderati ancora da scoprire, lo scopriremo solo vivendo. Quel che è certo è che uno sforzo di questa portata per debellare il prima possibile un male ormai globale è il segno che, quando si vuole, allora si può. Mai nella storia della medicina si era riusciti in così poco tempo a far fruttare le conoscenze scientifiche a nostra disposizione per metterle al servizio dell’intera Umanità.

Dammi un testimonial e ti solleverò il mondo

Dopo il flop dell’immunizzazione di gregge ora è il turno della vaccinazione di massa. L’Inghilterra ha iniziato prima di tutti. William e Maggie sono stati i primi due tra le centinaia di persone che si sottoporranno al vaccino in questi giorni, ma una fetta consistente della popolazione continua a non fidarsi ed è per questo che si è scomodata anche quell’inossidabile testa coronata di Elisabetta. La regina si farà vaccinare nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione. Affinché da un incubo di primavera possa nascere un sogno di mezza estate. E se da una parte non mancheranno coloro che faranno di tutto per non farsi vaccinare, dall’altra ci sarà di sicuro chi farà a gara per farsi bello del vaccino. Chissà se in Italia c’è già pronto un Dante Alighieri o un Goethe in Germania. Quel che invece è certo è il fatto che la telenovela Covid non finirà col vaccino, ma sarà soltanto l’ennesimo capitolo di una storia tanto drammatica da sfiorare certe volte il ridicolo. Soprattutto quando di fronte a un vaccino c’è chi decide di fare lo struzzo infilando la testa sotto la sabbia. 

La sicurezza è nulla senza controllo

Del resto Swissmedic sul vaccino è stata chiara. L’approvazione verrà data con la dovuta cautela. Servono ulteriori informazioni. Prima di approvare un vaccino in Svizzera, l’agenzia vuole saperne di più proprio sui pericoli che il vaccino potrebbe riservarci. Soprattutto in relazione alle fasce più anziane, a coloro che corrono i maggiori rischi nel contrarre il virus e che verosimilmente saranno anche i primi ad essere vaccinati. Questo a riprova del fatto che il vero nemico non è mai stato il virus. O almeno non soltanto. In tutta questa partita, a giocare un ruolo chiave, ci sono l’egoismo e l’avidità dell’uomo che per denaro farebbe di tutto. Ecco perché esistono organi di controllo e protocolli necessari a sgombrare il campo da qualsiasi ragionevole dubbio. Del resto, va detto che la maggior parte dei medicamenti di cui facciamo uso abitualmente non sono di certo innocui, ma hanno tutti una lunga lista di avvertenze e controindicazioni, eppure non per questo evitiamo di prenderli. Vaccino o non vaccino, a noi la scelta!

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