A Bali, le spiagge invase dalla plastica

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Chissà perché, ma quando pensiamo a un paradiso naturale, a un luogo idilliaco in cui poter trascorrere una vacanza in pieno relax, oppure dove ricominciare una nuova vita lasciandosi tutto alle spalle, davanti ai nostri occhi compare immancabilmente l’immagine di una spiaggia dalla sabbia dorata e dall’acqua cristallina, con tutt’attorno centinaia di palme e nulla più. Un tempo Kuta, Legian e Seminyak, le più belle spiagge dell’isola di Bali erano esattamente così. Come quella cartolina che tutti noi abbiamo stampata nella mente, un posto da favola capace di riconciliarci con noi stessi e col mondo.   

Kuta, Legian e Seminyak, spiagge un tempo brulicanti di turisti che si godevano quel giardino dell’Eden convinti che mai nulla sarebbe cambiano. Che quel sogno sarebbe durato per sempre. E invece non è esattamente andata così. Oggi le più rinomate spiagge di Bali sono state invase dai rifiuti e dalla plastica come mai era accaduto prima. Per farvi un’idea di quel che sta succedendo su quest’isola nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, fate solo conto che i residenti nei pressi della spiaggia di Kuta Beach, il primo gennaio di quest’anno, si sono rimboccati le maniche e hanno ripulito la costa da cima a fondo, raccogliendo in un solo giorno 30 tonnellate di rifiuti di cui il 70% era plastica.

Del resto l’inquinamento da plastica non è un problema nuovo in Indonesia. Nel novembre del 2018, una balena fu trovata morta vicino all’isola di Kapota con ben 6 kg di rifiuti di plastica nello stomaco. Ad aprile dello scorso anno, il governo indonesiano aveva perfino lanciato un piano per ridurre drasticamente i rifiuti nel Paese, prevedendo di ridurre del 70% i rifiuti di plastica negli oceani entro il 2025 e di liberarsi da questo tipo d’inquinamento entro il 2040. E, nel frattempo, possiamo solo cercare di ripulire le spiagge alla bell’e meglio che, complici i venti e le correnti monsoniche, si ritrovano quasi quotidianamente sommerse di spazzatura, alla faccia del panorama da cartolina. 

La pessima gestione dei rifiuti e la crisi legata all’inquinamento dei mari ci hanno consegnato una situazione ormai fuori controllo. Ogni giorno, dalle spiagge più famose di Bali, vengono raccolte tra le 30 e le 60 tonnellate di spazzatura, con i picchi più alti registrati tra dicembre e marzo di ogni anno, quando i venti stagionali e le forti piogge spingono l’immondizia sulle spiagge. Montagne di bicchieri e bottiglie di plastica, sacchetti, ma anche lattine e centinaia di migliaia di altri oggetti finiti in mare non certo per caso, quanto piuttosto per aver coscientemente deciso di trasformarlo in una discarica. Ora però siamo alla resa dei conti e, come un boomerang, tutto lo schifo gettato a mare si ripresenta a batter cassa.

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