Donna, attaccati al Trump!

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In ” Pulp Fiction ” , sublime commedia nera firmata dalla geniale regia di Quentin Tarantino, i malavitosi Travolta e Jackson, apprestandosi a perfezionare un routinario quanto noioso ammazzamento, trovano il tempo di discutere sui massimi sistemi della fellatio, dei massaggi ai piedi e dei Big Mac.

Fra le recensioni più acute e autorevoli del film c’è quella di Donald Trump:“Il pezzo che preferisco di Pulp Fiction è quando Sam tira fuori la pistola a cena e intima alla fidanzata di stare zitta. Dire a quella zoccola di stare calma. Dire: “Puttana, datti una calmata!”

Trump ha sistematicamente attaccato il Pianeta Donna, sminuendolo a dismisura, colmandolo di malevolenza e di insolenza e confinandolo in una sorta di orrendo stereotipo dove lo sfregio sconfina nell’oltraggio e dove il provocatorio ridimensionamento dei ruoli e dei valori femminili capovolge, stravolge e sgretola le sacrosante regole delle vicendevoli simmetrie dei sessi.

Perché il tycoon ha sconfitto Hillary Clinton? In primo luogo, perché la sua avversaria vive una condizione di patologica inferiorità: l’essere donna, per l’appunto.

Allora il tronfio burlone, all’alba del suo tambureggiante trionfo, twitterà sollazzevoli facezie: “Se Hillary non riesce a soddisfare suo marito, come può soddisfare gli Usa?”.

Dalla summa di una rozza parafilosofia, ricca di eclatanti sottrazioni ai danni del buon senso, emergono un’inquietante overdose di bulimico machismo e di ansante fallocentrismo.

Questa condizione di presunta superiorità apre infinite praterie dove galoppano le canzonature, i motteggi e i tiri birboni.

Da molte parti si sussurra della vocazione del Nostro per le lepidezze e le goliardate, fiorite sin da giovane, con una tendenza alla caricaturizzazione dell’eufemismo: quanto è godevole classificare l’organo femminile con altri divertenti nomignoli quali ciabatta, chitarra, begonia, scimmia, patata, passera, faretra o micia.

E quanto è confortevole manovrare l’argano maschile nel caleidoscopio dei cetrioli, dei pifferi, dei mestoloni, delle banane, delle anguille, dei cacchi e dei megacacchi. 

Ma in genere chi conquista il potere assoluto tende ad adorare il termine Kaiser, che evoca d’acchito potenza e prepotenza.

Caspiterina, di quante varianti può godere l’autorevole membro?

Robe da farsi tradurre anche il divertentissimo belin: ‘genoese gun’ , pistola genovese con bossoli rigorosamente al pesto.

Quante frasi sessiste sono state confezionate dal prolifico quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti?

“Sapete, non ha molta importanza che cosa i media possono scrivere fintanto che avete con voi una giovane e splendida gnocca” e poi un assordante crescendo Donaldiano lo porta a confidare all’umanità una licenziosa confidenza: “Se Ivanka non fosse stata mia figlia, può darsi che sarei uscito con lei” e poi ancora un prosaico prolasso maialesco lo induce a regalare ai suoi tifosi una fosforescente grossolanità:“Sai, sono automaticamente attratto dalla bellezza- inizio subito a baciarle, è così. È come una calamita. Bacio subito. Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare tutto. Afferrarle dalla figa. Puoi fare tutto”.

A tratti si registrano, con una certa infrequenza, alcune benefiche attenuazioni della pacchiana trivialità che lasciano il posto alla rottamazione del ruolo femminile: “Penso che far lavorare una moglie sia molto pericoloso” con un ulteriore costruttivo corollario “concedere a vostra moglie beni materiali ed eccessiva sicurezza economica è un terribile errore”.

Quale orrore il terribile errore!

“Le molestie e le violenze sessuali sono la logica conseguenza della vicinanza di uomini e donne” , sarà la sua metabolizzata analisi riguardante i molteplici casi di abusi nel mondo militare. 

La storia di un fallocefalo approdato al vertice della piramide transita anche dalle parti di una apocalittica frase “Mi piacerebbe prendere soldi dalle sue tasche da culona”.

Sublimazione di un robusto corredo dove il gusto estetico la fa da padrone, concedendosi la garrula censura della disarmonia fisica  che si potrebbe definire, in ultima analisi, una pietosa conseguenza di una debacle artistica.

D’altro canto, nel corso dell’esistenza, tutto si somatizza e si assimila: in gioventù, le donne che non gli piacevano entravano nel catalogo dei “maiali grossi” (fat pigs) , dei “cani” (dogs) e dei “disgustosi animali” ( disgusting animals).

Il bestiario mi induce a chiudere il pezzo , arrotolando con vergogna il poster del maschilismo che slitta nel ‘ meschinismo’.

E’ giunta l’ora di scostarsi dai binari: le donne, sempre intelligenti previdenti e preveggenti,  stanno consigliando a Donald di attaccarsi al Trump.

Per una qualsiasi destinazione a caso, pur che non faccia rapido ritorno.

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