E se la pandemia non fosse cinese?

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Abbiamo sentito alla nausea che la colpa era dei cinesi. Alcuni, come Donald Trump o Lorenzo Quadri non facevano che ricordarcelo, peggio del tormentone dell’estate. Ora si aprono nuove ipotesi.

Pangolini o pipistrelli nei mercati di Wuhan? Forse no. Forse i “musi gialli” come scrivevano nei fumetti di guerra anni ‘60 e ‘70 dove il politically correct era ancora un neonato che vagiva alla luna, non sono colpevoli.

A mettere in dubbio l’origine cinese del virus, il lavoro di due ricercatori appunto cinesi (bella forza direte voi, tirano acqua al loro mulino), una ricerca che mette in dubbio che l’origine animale del Covid-19 si sia originata nel mercato di Wuhan.

A chi dubita, insinuando che una ricerca fatta dai cinesi e che scagionerebbe i cinesi non è realistica, rispondiamo che il lavoro è stato pubblicato da Science*, che è una rivista scientifica tra le più prestigiose ed edita dall’American Association for the Advancement of Science. Ogni articolo, per mantenere la credibilità della pubblicazione, viene vagliato da decine di colleghi che una volta verificato ne certificano perlomeno la correttezza metodica.

Insomma, con tutto il rispetto non stiamo parlando dell’angolo della scienza sugli albi di topolino.

Secondo i due scienziati, anticorpi di Sars-CoV-2 sono stati trovati in campioni di sangue umano prelevato al di fuori della Cina. Recente è infatti ad esempio il ritrovamento, dopo l’analisi di biopsie fatte nel 2019, di anticorpi di Sars-CoV-2 in una donna che presentava come sintomo solo una dermatite. Dunque le ipotesi parlano di un virus che era già in circolazione, probabilmente, nell’estate del 2019.

Nel frattempo, è notizia recente, degli esperti dell’OMS, si sono recati a Wuhan per ingaggiarsi in un’operazione improba, mettersi sulle tracce del virus per scoprire come si è sviluppato e come è potuto passare dall’animale all’uomo. Un lavoro che richiede però la pazienza di Giobbe e anche una certa dose di fortuna.

In tutto questo c’è, come dicevamo, una questione politica, con alcuni paesi e personaggi, pensiamo ai sovranisti esteri e di casa nostra come appunto Quadri, che hanno gioco facile nell’accusare lo “straniero” cinese. Quadri infatti non spreca occasione per grattuggiarci gli zebedei con la storia della libera circolazione, in cui infila qualsiasi cosa “brutta” imputabile a qualsiasi gruppo etnico che non sia patrizio di Bedigliora.

Alla fine, gli esperti dell’OMS cercano risposte, come dice anche Mike Ryan, principale esperto di emergenze dell’OMS: “Cerchiamo risposte che ci salvino in futuro, non persone da incolpare”. E il team di scienziati inviati in Cina, come invece dichiara Fabian Leendertz, microbiologo esperto di Ebola raffredda gli animi, ribadendo che il lavoro degli esperti è di cercare i tasselli mancanti di un puzzle molto complesso: “Nessuno dovrebbe aspettarsi che la squadra torni indietro con risposte definitive. Tornerà indietro con un buon piano e il piano poi andrà seguito”.

Nel frattempo si prosegue coi vaccini e se nella prima ondata brancolavamo nel buio, oggi almeno c’è una strategia per uscirne. Il vaccino, se somministrato a più persone possibile e se questa somministrazione avviene celermente, può fare la differenza già entro fine primavera.

* La rivista riceve un’immensa quantità di articoli, dei quali solo una piccolissima parte, accuratamente scelta, viene pubblicata. Essa viene pubblicata settimanalmente, gli abbonati sono 130.000. Tuttavia, considerando l’accesso online, il pubblico di lettori stimato è intorno a 570.000. Science è ovviamente una rivista rivolta prevalentemente a un pubblico di esperti.

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