Essere poveri non è un reato

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È il PS di Locarno ad affrontare la cosa in un’interrogazione comunale, soprattutto in seguito alla recente delibera del Tribunale dei diritti umani di Strasburgo, che ha condannato la Svizzera. 

Una donna di etnia Rom che a Ginevra chiedeva l’elemosina era stata multata di 500 franchi. Essendo indigente e non potendo pagare la multa, ha dovuto rimanere in carcere, come pena alternativa, per 5 giorni (leggi qui sotto).

L’interrogazione, a firma di Pier Mellini, mette in dubbio proprio un articolo della legeg comunale che recita:

“Il vagabondaggio e l’accattonaggio sono severamente interdetti. Gli Agenti di Polizia comunale e cantonale procederanno all’arresto dei vagabondi e degli accattoni”.

Articolo che cozza appunto con la sentenza della Corte di Starsburgo e con il concetto di proporzionalità della pena soprattutto. Perché effettivamente l’accanimento con cui si perseguono i mendicanti non è proporzionale al presunto “danno” che creano alla collettività.

I tempi cambiano e anche le sensibilità. Mellini fa notare come sia assurdo al giorno d’oggi, seguire una legge che data del 1915, e dunque vecchia di più di 100 anni.  Scrive Mellini nella sua interrogazione:

“Ritornando all’articolo del Regolamento comunale in questione, bisogna pur sottolineare come, alla luce dell’evoluzione sociale avvenuta nel frattempo, lo stesso appaia datato visto che risale al 1915 e in parte anacronistico, in quanto non tiene conto delle nuove realtà con le quali siamo confrontati tutti i giorni, con l’aumento esponenziale della povertà che colpisce tutti.”

Mellini, tornando proprio al caso della donna arrestata a Ginevra, pone le sue domande al municipio:

“In conclusione la CEDU ha condannato la Svizzera a un risarcimento per la donna di 922 euro per danni morali per non aver rispettato l’art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

“Alla luce di quanto sopra espresso, tenendo conto che la sentenza è vincolante visto che la Convenzione è stata firmata anche dalla Svizzera, gli interroganti chiedono al Municipio:

  1. Il Municipio ha preso atto della sentenza del 19 gennaio u.s. del CEDU?
  2. Cosa pensa di mettere in atto per evitare un’applicazione pedissequa dell’art. 12 del “Regolamento di polizia urbana e rurale”?
  3. Considerando come la legge cantonale non prevede, fra i compiti della Polizia comunale, l’arresto, non reputa il Municipio che nell’art. 12 bisognerebbe stralciare questa possibilità?”

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