Estremisti di destra la vera minaccia

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L’invasione del Campidoglio in Usa ci ha sbattuto in faccia una realtà che ormai è conclamata. Gli estremismi di destra sono la vera minaccia del mondo occidentale.

L’estremismo di sinistra, che nei decenni passati ha seminato terrore in buona parte d’Europa, pensiamo alle Brigate Rosse, a Prima Linea, alla Rote Armee Fraktion, ha finito per estinguersi fisiologicamente o perlomeno ridimensionarsi fortemente. Le permesse sociopolitiche alla radice di questi rigurgiti, che inizialmente (come per i boys di Trump) avevano il sostegno di una buona frangia popolare, sono venute meno per un’evoluzione della società democratica. Checché se ne dica, l’Italia o la Svizzera di oggi, non sono quelle degli anni ’70 e ’80 antecedenti al crollo del muro di Berlino e alla disgregazione dell’Unione Sovietica. L’evoluzione democratica, politicamente corretta e più attenta alle minoranze, ha inoltre eroso terreno a una protesta di sinistra. Non è un caso se oggi, i partiti o i movimenti di sinistra, si oppongono ai sovranismi in difesa della democrazia.

Ovviamente questo è un discorso profondo come il Grand Canyon e ridurlo in poche righe è quasi offensivo. Siamo però di fronte a una realtà incontrovertibile: oggi gli estremismi di destra sono quelli più pericolosi e presenti.

Infatti, per lo stesso motivo, i valori tradizionali della destra, vengono a calare. Il ruolo della donna più presente, i diritti degli omosessuali e delle minoranze etniche, la globalizzazione che mescola etnie e culture, mettono fortemente in crisi un modello familiare e rurale, ben rappresentato dal Midwest americano. Non è un caso che oggi, sempre più, sono le campagne a votare a destra rispetto alle città, molto più progressiste e questo non solo in Svizzera (leggi qui sotto).


Terrorismo di matrice neonazista, fascista, anti-islamico o suprematista sono ormai all’ordine del giorno da anni (leggi qui sotto).


Da un monitoraggio delle forze di sicurezza in Europa, impegnate nel controllo degli estremismi violenti, si evince che gli alti livelli di disoccupazione causati dal Covid-19, le scarse prospettive economiche e la diffusione di fake news accelerano la radicalizzazione e il pericolo degli estremisti. A inizio 2020, su 14 offensive di stampo terroristico negli USA, solo una era riconducibile al fondamentalismo islamico mentre le altre tredici avevano il marchio dell’estrema destra.

Seth Jones, statunitense, direttore del Progetto sulle minacce transnazionali ha dichiarato: “Negli ultimi due anni negli Stati Uniti una crescente percentuale di piani e attacchi si è spostata dalle motivazioni jihadiste alle attività di estrema destra”

Tra il 2018 e nel 2019 gli estremisti di destra hanno causato il 90% delle morti legate al terrorismo negli Stati Uniti.

Inutile dire quale sia il vettore di questo astio destrorso. Tra gli assalitori in Campidoglio, c’erano anche milizie dell’ultradestra statunitensi, come i Proud Boys o Boogaloo. Quest’ultima organizzazione, prende il nome da un B-movie, “Breakin’ 2: Electric Boogaloo” (guarda qui sotto).

Un film degli anni 80 che preconizza una seconda guerra civile statunitense. La struttura, cresciuta come di frequente sui social, si richiama al quinto emendamento e cioè il diritto dei cittadini di portare armi, retaggio di una legge vecchia di due secoli e post-rivoluzione, che vedeva nel cittadino miliziano una necessità vitale di difesa.

Scopo di Boogaloo e dei Proud Boys, come delle altre strutture di estrema destra è proprio creare eversione, e cioè seguire il classico meccanismo del terrore, innescando una dura repressione (che aveva trovato in Donald Trump il catalizzatore ideale) e ridurre così i diritti delle minoranze e le politiche da loro ritenute discriminatorie nei confronti dei bianchi.

Ecco perché l’assalto al Campidoglio è da ritenere, a tutti gli effetti, un assalto terroristico. Di certo raffazzonato e composto da un assurdo miscuglio di personaggi, ma con un disegno comune, eversivo e terroristico. A chi minimizza ritenendo gli assalitori un mucchio di buffoni, si può rispondere che c’era anche chi, negli anni ‘20 e ’30, descriveva i primi fascisti o nazisti come gruppi di pagliacci e feccia della società.

Senza voler esagerare, bisogna stare all’erta, per evitare il gonfiarsi di questi movimenti. L’anno appena trascorso, in ottobre, il rapporto della sicurezza interna Usa definiva i suprematisti bianchi come fautori di: “…ripugnanti attacchi mirati” messi in atto per “indurre un cambiamento ideologico negli Stati Uniti servendosi di violenza, morte e distruzione”.

Un estremismo che spesso ha agganci o simpatie tra le forze dell’ordine, a differenza dell’eversione di sinistra, rendendolo così ancora più pericoloso. Basti pensare alla differenza di trattamento dei manifestanti nell’assalto del 6 gennaio al Campidoglio o alla manifestazione di Black Lives Matter di luglio: una sessantina di arresti nella prima, trecento nella seconda. Inoltre sono stati in molti a restare perplessi per quella che sembrava, almeno in alcuni casi, una connivenza o perlomeno un lassismo della polizia nei confronti dei facinorosi. Scrive Wired:


“ (…)Quello del rapporto tra suprematisti militanti e polizia locale è un tema molto delicato negli Stati Uniti, dove – contrariamente a quanto sta accadendo in Germania – non è stata intrapresa nessuna reale azione volta a stanare gli agenti infedeli. Secondo un report compilato a fine agosto 2020 da Michael German, membro del Brennan Center for Justice ed ex agente federale infiltrato nei gruppi suprematisti, esisterebbero numerosi «collegamenti attivi» documentati dall’Fbi tra organizzazioni di estrema destra e agenti di polizia.(…)”

Tanto più che da notizie di ieri, anche diversi agenti di polizia, tra i quali anche Dave Ellis, capo della polizia nella città di Troy, New Hampshire, erano presenti in borghese alle manifestazioni del 6 gennaio di fronte a Capitol Hill. 

Tenere le antenne alzate, fare resistenza civile, contrastare questa narrazione velenosa e perniciosa che irretisce numerosi cittadini è un dovere al quale la società civile non può negarsi. Il futuro è già grigio, stiamo attenti a non farlo diventare nero.

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