Ezio Mauro e la dannazione della sinistra

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Proprio cento anni fa, il 21 gennaio del 1921, la Storia è passata da Livorno. Una data che per la sinistra, non solo italiana, è rimasta impressa. Non necessariamente nel bene. Un avvenimento ripercorso, con tatto, sensibilità e serietà, da Ezio Mauro.

Per una volta non ci si occupa di un testo di narrativa. Questa settimana proponiamo “1921. La dannazione”. L’ha scritto Ezio Mauro, l’ex-direttore di La Repubblica, subentrato al “padre-padrone” (in senso bonario eh) Eugenio Scalfari. Un’impresa professionale non da poco, e mantenuta per vent’anni!. Tanto per dire. 

È un libro di storia, forse sarebbe meglio dire un reportage-documentaristico, una scrupolosa ricerca sulla nascita del partito comunista italiano.

Quella di Mauro è una cronaca degli avvenimenti affascinante, scritta benissimo (chi potrebbe mai dubitare? la sua è davvero una signora penna!) e non priva di interessanti citazioni. I sei giorni di Livorno vengono ricostruiti con precisione, con il succedersi degli oratori, la disposizione degli schieramenti (eh sì, erano già definiti prima ancora del ritrovo) e la giusta tensione. 

Un congresso, il diciassettesimo per il partito socialista, che ha fatto Storia. Infatti è di questi giorni lo strappo, o scissione, o … se vogliamo la nascita del Partito comunista. 

Sollecitata da Mosca, al teatro Goldoni è andata in scena una vera e propria resa dei conti fra moderati, rivoluzionari ed estremisti. Sul palco vi sono stati interventi memorabili (Bordiga, Turati …) e silenzi significativi, come quello di Antonio Gramsci nascosto in platea. Momenti di pathos ed altri di gazzarra (il rappresentante di Mosca, un bulgaro, veniva addirittura chiamato “papa”, visto che è arrivato con una vera “bolla”). Un momento storico che Ezio Mauro sa descrivere, raccontare e narrare con il giusto tono: divulgativo ma anche documentato. 

A questo punto però una domanda si impone, e riguarda il titolo. “La dannazione”: a cosa si riferisce ? al vezzo della sinistra del volersi sempre e comunque distinguere ? e suddividere ? Dimenticando, per vanità o necessità di contraddistinguersi, che a volte il meglio è nemico del bene ? In parte sì. In fondo il peccato originale, con l’espulsione degli anarchici nel primo congresso (Genova 1892), a Livorno si faceva ancora sentire. In parte no, perché fuori dal teatro Goldoni la realtà mostrava ben altri, truci, risvolti. Nel mentre la sinistra si dibatteva addosso, lo squadrismo faceva capolino e … si allargava a macchia d’olio. Non erano solo piccoli rigurgiti di sfogo perpetrati da sparuti delusi, i reduci depressi della prima guerra mondiale. E nemmeno erano “lo strumento sbagliato” della borghesia in reazione al prorompente fascino della promessa del “mondo nuovo” o “sol dell’avvenire”. No, era qualcosa di molto di più. Era un’altra anima popolare che faceva capolino e si diffondeva. La marcia su Roma, il delitto Matteotti, la spietata violenza fascista nascevano proprio in quei momenti. “La dannazione” sta nella sottovalutazione, o nella mancata lettura della realtà, non accorgersi di una dittatura oramai … realtà.

Il libro di Ezio Mauro è bello perché colma certe lacune conoscitive, rinfresca la memoria e ripropone importanti interrogativi. E soprattutto, fa venire voglia di saperne ancora di più. Un inno allo studio della Storia, quella vera. Oggi più che mai necessario.

“La dannazione. La sinistra divisa all’alba del fascismo”, di Ezio Mauro, 2020, ed. Feltinelli, 2020, pag. 190, Euro: 18,00. 

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