Greta ha cambiato il mondo?

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Un’ostinata ragazzina svedese è riuscita in tre anni a cambiare la visione del mondo, alla faccia di chi la minaccia e la odia. Se oggi c’è una speranza di uscire dalla crisi climatica è grazie a lei.

Non siamo così ingenui da pensare che Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg (questo il suo nome per esteso), sia l’unica artefice del cambiamento. Una modifica del sistema era già in atto. Come una lenta colata di fango, l’abbandono delle energie fossili per quelle “pulite” era già avviata da anni. 

Ma chi mastica di comunicazione, non può certo ignorare quale vettore accelerante sia stata la protesta per il clima attivata dalla (allora) quindicenne di Stoccolma, che pochi giorni fa ha compiuto 18 anni, e ha affidato ai social il suo messaggio ironico a pollice alzato:

“Grazie mille per tutti gli auguri per il mio 18° compleanno! 

Stasera mi troverete giù al pub a svelare tutti gli oscuri segreti che si celano dietro la cospirazione dello sciopero del clima e della scuola e i miei malvagi gestori non riusciranno più a controllarmi! 

Finalmente sono libera!”

Il sarcasmo della piccola Greta, è dovuto ovviamente alle teoria portate avanti dai suoi denigratori, secondo i quali sarebbe stata pilotata non si sa bene da quali oscuri gangli di potere. E con l’ironia, Greta ha fatto anche buona parte della sua fortuna, come quando ha “trollato” il presidente Trump, uno dei suoi più acerrimi detrattori (leggi qui sotto).

Beh, oggi Greta o “gretina”, come la chiamavano certi “webeti” sui social, è maggiorenne e l’attivista svedese si concede ancora una volta, per il suo diciottesimo compleanno, l’ironia che l’ha spesso contraddistinta. 

C’è di fatto che questo propulsore con le treccine, ha catalizzato, ed è questo il suo reale pregio, l’attenzione della gente e ha acuito la sensibilità climatica di molti. Quindi Greta non è la reale artefice del cambiamento, ma di certo il carburante (rigorosamente ecologico) che ne ha accelerato l’avvento. Il recovery fund europeo, ha tratto di certo nuovo vigore dalle pressioni popolari fomentate dall’attivista svedese e dal movimento per il clima e nell’ottobre di quest’anno, il vice presidente della Commissione Europea con delega al clima Frans Timmermans, dichiarava: “Il nostro compito è diventato ancora più complicato a causa della pandemia, ma abbiamo anche un’opportunità in più: l’Europa si è dimostrata solidale, possiamo fare investimenti. Se andiamo in direzione del Green Deal possiamo farcela. Se noi europei facciamo per primi queste riforme, avremo per primi i risultati. Economia circolare, nuove fonti energetiche, salvare la biodiversità, cambiare l’agricoltura. Lavoro, economia e ambiente nella stessa direzione (…)” (leggi qui sotto).

Dall’altra parte dell’oceano, il nuovo presidente Joe Biden, ha già dichiarato che il suo primo atto da leader, sarà ratificare l’accordo per il clima di Parigi, alla faccia di Donald Trump e dei petrolieri che gli reggono la coda. 

Questo del 2021, anche grazie al covid 19 che ha creato nuove consapevolezze, sembra essere in pole position per essere veramente l’ anno di svolta, lo speriamo sia per il clima, sia per la salute delle persone. Greta ha già detto che non si fermerà, pur consapevole che la sua celebrità non durerà per sempre e ha comunque intenzione di sfruttarla al massimo per imporre cambiamenti fondamentali che ormai dovremmo aver assimilato tutti. Concetti che sono chiari e lampanti, nonostante (come nel covid) ci siano negazionisti che ancora oggi minimizzano il disastro imminente.

Noi facciamo tanti auguri per i suoi 18 anni a Greta, con la speranza che riesca a vedere, almeno lei, che è giovane, il frutto acerbo della metamorfosi in atto e che richiederà non decenni, ma secoli.

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