Il bene e il male che creano equilibrio

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Un video e due storie. Una disgusta profondamente, l’altra commuove. Un perfetto esempio della dualità dell’uomo, avido e arido da una parte e genuinamente empatico dall’altra.

Fatto numero uno. Le intercettazioni video dei carabinieri permetto di cogliere sul fatto la sindaca di Germano vercellese (Piemonte), Michela Rosetta e il Consigliere Giorgio Carando mentre si appropriano degli aiuti per i poveri raccolti in seguito alla crisi sanitaria. I due sono ora ai domiciliari. Leggiamo dal sito di informazione online Fanpage:

“ Invece di consegnare gli aiuti alimentari destinati alle famiglie povere in base ai criteri economici certi avrebbero elargito le derrate alimentari solo a famiglie amiche e con l’intento preciso di evitare di aiutare famiglie di stranieri, queste le pesanti accuse nei confronti di sindaco ed ex assessore del Comune di San Germano Vercellese, arrestati nelle scorse ore dai carabinieri della Compagnia di Vercelli per una serie di reati come peculato, falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale. (…)”

Un comportamento che fa comparire una smorfia di disgusto, nemmeno di rabbia ma proprio disgusto, per la meschinità e la pochezza con cui possono agire persone di questo genere, persone che non hanno nemmeno la scusante della necessità. Semplici arraffoni, classisti e razzisti, che quando prendono il potere gestiscono il comune come se fosse la loro osteria.

E di osteria parliamo per il secondo fatto, che ci toglie dal viso la smorfia e fa comparire un sorriso commosso.

Le immagini di John, spazzino nigeriano che piange, commuovono davvero. Non perché è nero o povero, ma perché siamo di fronte a quella bella solidarietà genuina da osteria, dove gente normale aiuta gente normale dove il clan del bar, che spesso è come una tribù, ha ascoltato l’appello di aiuto di Christian De Filippis. Christian è gestore a Ciampino dell’osteria di fronte al tratto di strada che John pulisce con la sua scopa ogni mattina per raggranellare qualche euro.

Anni a incontrarsi, salutare, chiacchierare, anni che hanno reso John della Nigeria uno di casa.

Christian un giorno vede John piangere fuori dal suo locale, gli parla e scopre che la madre è moribonda ma lui non ha i soldi per il viaggio in Nigeria. Christian non ci pensa due volte, indice una di quelle collette da bar, dove la solidarietà diventa potente. In quattro giorni raggiunge la cifra necessaria e anche di più e la consegna a John, che crolla di fronte all’empatia dei suoi amici e piange, strilla, geme. È straziante e meraviglioso al contempo.

C’è la sindaca di Germano vercellese, trucida opportunista priva di gentilezza e umanità, c’è Christian, rubicondo oste dal cuore buono. Lo yin e lo yang, nell’eterna lotta tra bene e male. Questa in fondo è la meraviglia dell’umanità, quando consideriamo che la bellezza, la bontà, sono antitetiche al male, ed esistono proprio perché il male dilaga. Bene e male sono antagonisti necessari, bilancieri che riportano le lancette al centro, o quasi, in quell’eterno equilibrio che cerchiamo sempre anche noi perché ci permetta di vivere sereni e senza rimorsi, senza macigni di dolore o angoscia che ci premono sul petto.

Perché anche il male a volte serve, per farci capire la sua banalità, la sua minuzia. Per capire l’enorme valore umano ed eroico che c’è nel non voltare la faccia, nell’affrontare le cose brutte, nel redarguire chi ragiona solo per opportunismi e interesse.

Ecco che allora sono arrabbiato per la sindaca Rosetta e felice per John, che nel suo dolore ha trovato un conforto che spesso e a molti è negato: quello della tribù, della protezione, dell’amicizia.

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