Il sesso tra macachi non basta più

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Chi ciancia di famiglia tradizionale e di cosa è naturale e non lo è deve ricredersi. Le certezze morali dei più bacchettoni troveranno solo conferma di un degrado globale che porterà all’apocalisse.

La notizia è recente, nel senso che ora ci sono le ricerche che lo provano. Ai macachi giapponesi (e alle macache) piace stropicciarsi i cervi Sika, un tipico ungulato nipponico.

Che a dire il vero sembrerebbero fregarsene abbastanza delle morbose attenzioni delle scimmiette, che in preda ai bollori non vedono l’ora di mettersi le corna coi cervi.


Quella che hanno notato i ricercatori, è ormai definita una tradizione sessuale consolidata interspecie. E cioè un raro caso dove due specie diverse interagiscono sessualmente tra loro. Ma la cosa agghiacciante che scopro, è che prima si conosceva solo un altro caso del genere, tra otarie e pinguini imperatore. E la cosa mi spaventerebbe abbastanza, soprattutto se fossi un pinguino. Anche perché le otarie non ci vanno giù gentili coi poveri pinguini. Sarà la forma a sigaro, sarà che fa freddo, ma le otarie orsine antartiche a volte indulgono in violenze sessuali sui poveri pinguini, che se gli va bene vengono stuprati e basta, se va male l’otaria lo uccide e se lo mangia.

E poi venitemi a parlare del meraviglioso mondo della natura. Il comportamento delle otarie, come quello dei macachi, sarebbe dovuto non all’istinto, ma all’apprendimento. Sia le une che gli altri avrebbero visto maschi della specie fare le cosacce e poi li avrebbero imitati. Ok, ma i primi, perché lo hanno fatto? Frustrazione sessuale?

Nel caso delle otarie, farsi un pinguino sarebbe più facile che una femmina di otaria, il che spingerebbe alcuni maschi a sfogare così le proprie pulsioni sessuali. Infatti i colpevoli sono maschi piccoli e giovani, non ancora in grado di competere coi bestioni che gestiscono gli harem.

Diversa è la tresca tra macachi e cervi. Quello che ai ricercatori di Yakushima all’inizio era sembrato un caso isolato, si è poi dimostrata un’abitudine abbastanza consolidata dei due sessi. Non sono infatti solo i maschi ad insidiare i cervi, ma soprattutto le femmine. A portare a termine la ricerca, sono stati dei canadesi dell’Università di Lethbridge che hanno monitorato le note “urgenze” delle femmine di macaco, ormai note.

E d’altronde tra i primati come noi la frenesia sessuale non è una novità, come nei Bonobo, gli scimpanzé nani che passano praticamente la vita mangiando e copulando. In seguito alla ricerca, in due mesi ci sono stati ben 258 casi di stropicciamento di ungulato da parte delle femmine, che si strusciano sul dorso dei sika senza che ai cervi gliene freghi però granché, insomma, una triste passione non corrisposta. Le femmine richiamano l’attenzioni dei cervi con urla e spasmi del corpo come quando fanno sesso con altre scimmie.

Le ragazze sono anche allegramente lesbiche, a riprova che in fondo l’orientamento sessuale è quasi più una nostra fissazione che un dogma naturale.


Questa pratica, ormai definita “sdoganata” dai ricercatori, rimane però una rarità tra specie, anche perché non sempre è facile coinvolgere due partner così difformi, anzi. Per ora dunque niente scimmie con le corna, o cervi dagli arti prensili, a quello ci pensa la fantascienza.

Resta però interessante capire e comprendere come la sessualità del mondo animale, che comprende anche la nostra, sia spesso più complessa e curiosa di quello che immaginiamo.

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