Il silenzio dei colpevoli

Pubblicità

Di

Lorenzo Quadri posta su facebook, tra il 5 e il 6 gennaio dodici post. Non un accenno ai fatti statunitensi di Capitol Hill, che hanno fatto capire quanto siano fragili le democrazie occidentali.

Il 6 gennaio eravamo tutti incollati alla televisione o ai social per seguire una delle pagine più degradanti della democrazia occidentale, l’assalto a Capitol Hill, il Campidoglio USA, da parte di manipoli di facinorosi fascisti e complottisti filo-Trump.

Impossibile non essersene resi conto. Quelle immagini e quelle notizie hanno tenuto banco sui canali informativi per giorni, con speciali, dirette e commenti a iosa. L’assalto al Campidoglio è una di quelle notizie epocali (non avveniva da due secoli e l’ultima volta era in corso la guerra anglo-americana), impossibili da ignorare, da qualunque parte tu la veda. E infatti anche giornali e siti, così come televisioni di destra, hanno condannato quasi coralmente i fatti.

Poi ci sono quelli che fino a ieri sono andati dietro a Trump come paperotti dietro a mamma oca. Gente che lo ha difeso a spada tratta anche quando era ormai palese che sorta di farabutto fosse l’ex presidente statunitense. Da parte loro non un fiato, non un commento, non una condanna. Mi riferisco soprattutto a due capoccioni di Lega e UDC, Lorenzo Quadri e Piero Marchesi. Ne avevo già parlato pochi giorni fa (leggi qui sotto).


Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale che è un messaggiatore compulsivo sui social, ha ignorato completamente i fatti. Negli ultimi giorni sul suo profilo sembra non essere successo assolutamente nulla.

Stessa cosa per Marchesi che, in sprezzo al ridicolo, mentre i teppisti di QAnon rompevano i vetri del Campidoglio, postava allegramente il presepe con un commento gentile e caruccio: “L’Epifanìa tüt i fèst i’a porta vìa”. Oggi si festeggia l’Epifania, il giorno in cui i Re Magi fecero visita a Gesù. Nel tempo la festa è anche diventata quella della Befana.


Una prova da grande statista. Nei giorni seguenti, silenzio stampa. A parte i soliti post contro la sinistra cattiva e perfida e contro il Consigliere federale Berset, assistiamo a un vuoto pneumatico di commenti che nemmeno intorno agli anelli di Saturno. Non una riga, non un fiato, non una condanna. E sì che questi due personaggi non sono soliti lesinare materiale da postare sui social. Basti notare che il giorno prima, il 5 gennaio, Lorenzo Quadri aveva messaggiato la cifra esorbitante di otto post su facebook, il che significa uno ogni due ore da quando si alza la mattina a quando si corica.

Il 6 gennaio i post sono “solo” quattro e manco un’accenno alla notizia madre, uno di quei fatti che entreranno nella Storia come l’attentato alle torri gemelle o l’eccidio del Bataclan.

Se c’era bisogno di capire di che misera pasta sono fatti questi due personaggi, ora ne abbiamo conferma. Capiamo la servile perseveranza con cui hanno sposato le idee di Trump, tanto vicine alle loro. Risulta però incomprensibile, come in queste persone manchi quel guizzo di dignità e coraggio nel condannare fatti che hanno fatto rabbrividire persino i repubblicani seguaci dell’ex presidente Trump, al punto che sono stati condannati addirittura dal vicepresidente Mike Pence.

Nessuno chiede loro di rinnegare quello in cui hanno creduto, ma almeno di darci la sottile speranza che non siano peggio di quelli che, nonostante il disastro per la democrazia in toto e non solo per quella statunitense, sghignazzano soddisfatti.

Stessa cosa per Marco Chiesa, che tra un albero di Natale e le cassettine del soccorso d’inverno che aiutano i poverelli è anche lui affetto da proditorio e incomprensibile mutismo. 

Gente che ha sbraitato per due giorni sul “terribile” attentato islamico a Lugano (di cui stiamo ancora aspettando spiegazioni ), tace come se fosse seppellita in una tomba egizia sotto tonnellate di blocchi di calcare.

Questa è la destra nostrana, c’è poco da girarci in giro. Bastava dire che era una brutta cosa, che così non si fa. Invece il silenzio no. Il silenzio è il rifugio di chi non fa politica, ma marketing da poltrona.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!