La Bibbia nera dei suprematisti

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Avvertimento: il libro di cui sto per parlare contiene dosi oscene di odio razziale, violenza sessuale e non, omicidio e apologia del terrorismo. Se pensate che questi argomenti possano turbare la vostra sensibilità, vi consiglio di non proseguire nella lettura.

L’invenzione della stampa è stato un punto di svolta per la razza umana. Da allora, idee e nozioni possono essere diffuse in modo esponenzialmente più capillare. La politica ne ha fatto ampio uso: esempi illustri includono Il Capitale di Karl Marx, “The wealth of nations” di Adam Smith o “Mein Kampf” di Hitler. Libri che ebbero successo, e fecero in modo che la storia umana prendesse un certo corso. 

“The Turner Diaries” è stato scritto con intenzioni simili, e il suo successo lo ha portato ad essere definito “la Bibbia della destra razzista e suprematista”. L’autore William Luther Pierce era nientemeno che il fondatore dell’Alleanza Nazionale, un gruppo suprematista americano che divenne rapidamente il più potente e numeroso al mondo (ora, dopo la morte di Pierce nel 2005, si è frammentato e viene considerato “a malapena capace di sopravvivere” dal Southern Poverty Law Center). L’alleanza nazionale era potente abbastanza da avere una sua casa editrice, che pubblicò il romanzo.

Il libro viene citato nei manifesti di molti terroristi di destra ed è stato collegato ad altri ancora, per un totale di 40 attentati che hanno causato almeno 200 morti – più un numero incalcolabile di crimini d’odio nel mondo.

Per tornare all’autore William Luther Pierce: Quando si scoprì che l’autore dell’attacco terroristico a Oklahoma City nel 1995  (Timothy McVeigh, che causò 168 decessi e 700 feriti) era stato radicalizzato dal libro, Pierce venne intervistato a riguardo. Rispose che l’attentato fu un errore, ma esclusivamente per ragioni tattiche. A suo dire “gli Stati Uniti non sono in una posizione tale per cui l’attacco possa essere utile alla nostra causa”. 

Nessuna condanna morale. Puramente tattica. 

A differenza degli esempi che ho fornito a inizio articolo, “The Turner Diaries” è una storia più che un trattato politico. Scritto nel 1970, racconta la storia di Earl Turner, un fittizio attivista politico nel 1990. Nel libro gli Stai Uniti sono una grottesca caricatura di tutte le paranoie e teorie del complotto che l’ultradestra produce e diffonde: le persone di colore sono privilegiate in ogni aspetto, ottenendo precedenza sui bianchi in ambiti professionali e accademici, ad esempio. La polizia non si permette di arrestare gli innumerevoli stupratori neri per paura di essere definita razzista dall’ “establishment liberale” e i bianchi sono cittadini di serie B senza protezione legale. 

Earl viene contattato dall’Organizzazione, un gruppo rivoluzionario intenzionato a rovesciare il governo scatenando una guerra razziale. Dopo numerose e forzate persecuzioni di “razzismo al contrario”, Earl accetta di partecipare all’insurrezione. Segue una lunga sequenza che scende nel dettaglio su ciò che questo gruppo di ispirazione neonazista finisce per intraprendere una volta scoppiate le ostilità.

Nel cosiddetto “giorno della fune”, tutti i “traditori di razza” (ovvero coppie interraziali e persone mulatte) vengono trascinati fuori casa e impiccati su ponti e lampioni. Ovviamente, le donne vengono prima violentate. In una scena particolare, Earl sembra quasi dispiacersi per l’uccisione di una bambina bianca di 10 anni nata da madre bianca e padre nero, ma finisce per pensare che “anche se si tratta di un peccato, andava fatto”.

Il libro non è solo una scioccante e disgustosa immersione nelle fantasie della destra neonazista, razzista e suprematista; è anche un manuale. Con la scusa di raccontare gli eventi, l’autore si dilunga in dettagli tecnici e tattici sulla costruzione di bombe, dove piazzarle per causare più morti possibili, come usare armi, quali infrastrutture sabotare e via dicendo. Numerose espressioni usate nel libro sono diventate comuni “dogwhistles”, ovvero frasi o parole che sono apparentemente innocue e innocenti ma che servono in realtà a segnalare l’appartenenza a queste frange estremiste. 

Leggere “The Turner Diaries” è un esperienza che fa stare male. Quando guardiamo un film splatter o horror non pensiamo certe cose accadano davvero, ma è spaventoso sorbirsi questo libro sapendo che ci sono molte persone che leggendolo hanno sorriso e pensato “cazzo, sì”. Il neonazismo esiste, e questo libro racconta quale sarebbe il loro scenario ideale, la loro utopia. Questo è il loro obbiettivo. Questa è la storia che raccontano quando vogliono recitare il ruolo degli eroi.

Il Libro è una lettura obbligatoria in numerosi gruppi terroristici di destra, dalla divisione Atomwaffen fino al KKK passando per la fratellanza ariana. Molti di noi non hanno mai sentito parlare di questo titolo, ed è quindi facile pensare che non sia poi così conosciuto. 

Ma vi propongo un esperimento per capire quanto queste idee siano circolate e circolino tutt’ora: Andate su un social network come Twitter e cercate le parole “Day of the rope”, il “giorno della fune”.

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