La calma prima della tempesta (inglese)

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La variante inglese, quella sudafricana, un’altra scoperta in Giappone e chissà poi quante altre ne scopriremo o ne arriveranno. Ma questo conta poco. Ora quel che conta è che la prudenza è d’obbligo. Soprattutto adesso. Si è provato a chiudere, ma intanto la variante si è fatta comunque strada. I focolai si moltiplicano. In Ticino come nel resto della Svizzera. Un albergo a Sankt Moritz ieri, la scuola media di Morbio Inferiore qualche giorno fa e prima ancora a Balerna la casa anziani. Un’intera scuola media, 500 allievi e 70 docenti, è finita in quarantena a causa della variante inglese. Una variante che “ci ha rimandato indietro di un anno“, ha confessato disarmato il medico cantonale Giorgio Merlani.

Del resto anche Patrick Mathys, membro della task force dell’Ufficio federale della sanità, la scorsa settimana aveva snocciolato le cifre sulla base delle quali sono state decise le ultime restrizioni. La proporzione, la presenza delle nuove variati più infettive, sta crescendo in modo esponenziale. Raddoppia ogni settimana. La variante inglese, in questo momento, è lì pronta ai blocchi di partenza. Pronta a scattare nei mesi di febbraio e marzo battendo ogni record fin qui stabilito. Ecco perché non era il caso di starsene ancora una volta con le mani in mano, aspettando alla finestra di vedere che cosa sarebbe nel frattempo successo. Cosa sta per succedere lo sappiamo bene. 

Le notizie che ci arrivano da oltremanica non lasciano spazio alla fantasia. Questa nuova variante del virus sta mettendo a durissima prova gli ospedali. Da sempre l’anello debole della catena un po’ ovunque. “La situazione è chiara e non intendo indorare la pillola, gli ospedali e il personale sono sottoposti a una pressione estrema” ha dichiarato alla BBC il direttore del Servizio sanitario britannico. Ogni 30 secondi c’è un ricovero. Dal giorno di Natale, ai pazienti già presenti se ne sono aggiunti altri 15’000, cioè 30 ospedali zeppi solo di pazienti Covid. Ecco perché il Consiglio federale ha deciso di chiudere le attività commerciali non essenziali e ha consigliato a tutti di ridurre al minimo i propri contatti e gli spostamenti.

In questo momento iniziavamo a vedere un rallentamento, è arrivato il vaccino, si pensava e sperava di iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel, adesso ci sentiamo ributtati indietro di quasi un anno“, ha dichiarato Giorgio Merlani che, di solito, certe cose non le manda di certo a dire. Ci ritroviamo così, ai piedi della scala. In affanno. Senza aver bene in chiaro quanto durerà la tempesta in arrivo, pur sapendo che arriverà e di certo non saranno quattro gocce. Come se non bastasse la variante inglese pare essere contagiosa soprattutto tra i giovani. Ecco perché a chi chiedeva a Manuele Bertoli cosa farà la scuola nei prossimi mesi se dovessero presentarsi altri casi della variante inglese, lui ha risposto con un poco rassicurante ma realistico: “Non mi chieda profezie. Qualora si presentassero altri casi della variante inglese del Covid, sentite preventivamente le autorità sanitarie, decideremo puntualmente”. Nell’attesa alziamo il fodero del bavero e stringiamo un po’ di più i denti.

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