La fragilità globale

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“Se c’è una parola che caratterizza il mondo di oggi è fragilità. Lo vediamo nell’impatto del Coronavirus, nelle crisi climatiche, nelle divisioni geopolitiche globali, nel cyberspazio, nel regime del disarmo”. A dirlo, senza mezzi termini, è il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, anche lui intervenuto alla Davos Agenda 2021, organizzata dal World Economic Forum.

Tra gli auspici del segretario generale quello di una maggior cooperazione tra Stati Uniti e Cina, soprattutto pensando alle sfide globali che ci attendono nei prossimi anni a partire da quella climatica. Un terreno di gioco che, inevitabilmente, dovrà vederci uniti nel mettere in campo strategie capaci di attutire e frenare il surriscaldamento globale. 

D’altra parte, rendersi conto della propria fragilità, ammettere il fatto che l’attuale pandemia è probabilmente solo l’antipasto di ciò che ci attende nel prossimo futuro, e già il primo passo fatto nella giusta direzione. Ed è proprio per questa ragione che Antonio Guterres ha anche rilanciato l’idea di un New Deal globale, in modo da garantire che la ricchezza e le opportunità siano condivise in modo ampio ed equo a livello mondiale. Un cambio di passo dettato soprattutto dalle drammatiche disuguaglianze attuali.

Le previsioni delle Nazioni Unite dicono che nel corso del 2021 ci saranno 235 milioni di persone bisognose d’assistenza umanitaria. Questo aumento di circa il 40% rispetto allo scorso anno è da imputarsi quasi esclusivamente alla pandemia. L’impatto maggiore della crisi che stiamo attraversando, poi, grava perlopiù sulle donne, il cui tasso di povertà è aumentato di oltre il 9%, azzerando i progressi fatti negli scorsi anni per sradicare la povertà estrema.

Tra le voci che nel corso di Davos Agenda 2021 hanno chiesto a gran voce un sostanziale cambio di marcia c’era anche quella di Greta Thunberg, la giovane attivista svedese che della crisi climatica ha fatto la sua ragione di vita. Greta, nel suo discorso di fronte ai potenti della Terra, ha ricordato come sia più che mai necessario agire e farlo in fretta. 

A suo dire, finora, la maggior parte dei governi mondiali avrebbe fissato solo obiettivi vaghi e insufficienti rispetto al drastico e necessario abbattimento delle emissione nell’atmosfera di gas a effetto serra. La situazione odierna è paradossale. In pratica sarebbe come svegliarsi nel cuore della notte, vedere la proprio casa bruciare e poi decidere di aspettare 10, 20 o 30 anni prima di chiamare i vigili del fuoco.

“Anche se accogliessimo con favore ogni singola iniziativa sul clima – ha ribadito Greta – le proposte presentate e discusse oggi sono ben lontane dall’essere sufficienti. E il tempo dei ‘piccoli passi nella giusta direzione’ è ormai passato. Se vogliamo avere almeno una piccola possibilità di evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica ed ecologica, tutto questo deve cambiare ora.”

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