L’auto in panne per Covid

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Per chi come me è cresciuto con il mito dell’automobile sinonimo di libertà e d’azione, nutrendosi negli anni Ottanta di serie tivù americane, da Hazzard a Supercar, in cui le auto sfrecciavano a tutto gas è di sicuro con un po’ d’emozione e tanta nostalgia che avrà appreso la notizia. Quale? La mitica Kitt del telefilm Supercar è stata messa all’asta insieme ad altri cimeli appartenuti all’attore protagonista della serie, David Hasseloff. Tra loro, come detto, anche un esemplare della Pontiac Trans Am nera, una replica assolutamente identica a quella utilizzata per le riprese. Un piccolo gioiellino che sarà consegnato a casa del fortunato compratore dallo stesso Hasseloff.

Ma questa è forse l’unica buona notizia in arrivo di questi tempi per i cultori delle quattro ruote. Nell’anno che si è appena concluso si è infatti assistito ad un brusco rallentamento del mercato automobilistico che è anche coinciso con un drastico calo delle immatricolazioni. In Svizzera si è registrato un meno 24% che ci fa capire come il mito dell’auto a tutti i costi, per di più a benzina, sia stato definitivamente scalfito. E, probabilmente non a caso, è accaduto nel corso di un anno che ha fatto del rimanere a casa, al sicuro, la propria priorità. Non accadeva da almeno quarant’anni che vi fosse un calo così repentino.

Era accaduto all’inizio degli anni Settanta con la crisi petrolifera che, almeno per attimo, aveva messo in discussione il modello economico dell’epoca e fatto vacillare le certezze di un futuro per forza costruito sul modello che ne conosciamo. Quelle di un mondo in cui, proprio come accade oggi, chi non ha un’automobile è considerato un animale strano. Eppure se c’è un modo con il quale potremo guadagnaci un po’ tutti, almeno in qualità di vita, è sicuramente puntando ad un’alternativa. L’automobile a benzina è ormai un fossile che cammina. E per quanto fossili e dinosauri siano in grado di affascinarci e di stimolare la nostra fantasia, appartengono irrimediabilmente ad un passato remoto che è bene che rimanga tale.

Tra i segnali più incoraggianti va rilevato il fatto che, negli ultimi dodici mesi, c’è stata comunque un’esplosione delle auto ibride ed elettriche. Certo, una rondine non fa primavera, ma sembra davvero che la tendenza per il futuro andrà sempre di più in questa direzione. Piuttosto scoraggiante è invece notare come in questi ultimi mesi, malgrado il telelavoro, bar e ristoranti chiusi e le limitazioni e restrizioni dovute al Covid che ben conosciamo, siamo finora stati incapaci di rinunciare all’automobile e agli spostamenti. Ogni giorno percorriamo dai 30 ai 35 chilometri. Un dato che si basa sul tracciamento dei telefoni cellulari di un campione di persone d’età compresa tra 15 e 79 anni del Canton Zurigo. In primavera, durante il primo lockdown, la media era di 15/20 chilometri al giorno. A dimostrazioni di come le abitudini siano dure a morire, soprattutto le cattive.

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