L’invasione dei narcisi giganti

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Da anni ormai spopolano sul web. Chi lo avrebbe mai immaginato che internet sarebbe diventato il regno dei gattini? Di sicuro non il suo creatore Tim Berners-Lee. Ormai sono ovunque. Su Instagram, YouTube, sulle bacheche social. Più amati perfino dei selfie. Ma com’è successo che i gatti, oltre alle nostre case e ai nostri quartieri, conquistassero anche internet? Oltre alle spiegazioni meramente pratiche di chi per primo ha caricato con successo sul web contenuti di questo tipo riscontrando fin da subito l’interesse di milioni di utenti, a monte c’è di sicuro una ragione più profonda.  

In rete si contano miliardi di immagini di gatti, di cui qualche milioni solo su YouTube. E tra le spiegazioni del loro successo, quella che va per la maggiore, attribuisce la cosa al “fattore tenerezza”. A rendere irresistibili i gattini sono le loro pose infantili che li rendono così dolci, adorabili, innocenti, fragile e indifesi. Qualcosa da proteggere. Proprio come capita con qualsiasi cucciolo, compresi quelli d’uomo. Grandi occhi, naso e bocca piccoli, volto tondo, arti e corpo paffuti. Tutte caratteristiche che tendono a stimolare un comportamento di cura e di protezione. 

A sostenerlo era l’etologo Konrad Lorenz. Per lui tutto questo rientrava in una precisa strategia evolutiva capace di garantire la sopravvivenza della specie attraverso la protezione della prole. D’altro canto c’è chi nel proliferare dei gatti c’ha letto invece una sorta di terapia con gli animali in versione digitale. La cosiddetta pet therapy. Anche se, l’impossibilità di un’interazione fisica, sgonfia e di parecchio questa teoria. Ma forse, la vera ragione di questo loro successo, va cercata altrove. In quella che, a mio avviso, è la caratteristica, l’elemento distintivo che meglio di altri descrive il nostro tempo e chi siamo davvero. Quale? Il narcisismo.

Di solito con questo termine si definisce l’amore eccessivo verso se stessi. In psicologia un narcisista è un individuo innamorato di sé, incapace di pensare agli altri e ai loro bisogni. È un individuo continuamente concentrato sull’ammirazione e gratificazione di se stesso. Gli altri non esistono se non come spettatori, meglio ancora se in adorazione di questo suo ego smisurato. Un modo di essere che può sfociare nella patologia. Il narcisismo è una caratteristica tipica del bambino e, ad esserlo, per antonomasia, sono proprio i gatti. Indifferenti alle nostre richieste, altezzosi, solitari, interessati solo al proprio benessere. Così c’è davvero poco da stupirsi se oggi viviamo in una società che del gatto narciso ha fatto il suo modello, al punto da traslarlo in un idolo digitale.

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