Negazionisti Covid come per l’olocausto

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Chi vuole vaccinarsi e i negazionisti. Una battaglia che lascerà dei morti per strada. Perché chi non si vaccina può rivendicare il diritto alla libertà, ma al contempo deve prendersi la responsabilità di poter contagiare altre persone, provocandone il decesso.

Quella che si sta svolgendo ormai è una sorta di guerra. Infatti, quella che solitamente definiamo come una divergenza di opinione è trascesa per una causa ben precisa e che non si deve mai scordare: in ballo ci sono delle vite. Migliaia di vite (leggi qui sotto).


Mentre GAS prima si muoveva un po’ in solitaria, anche perché le frange no vax erano abbastanza intruppate e agguerrite e non lesinavano attacchi a chi metteva in dubbio la loro visione del mondo (leggi qui sotto), si tendeva a sopportare chi, in buona fede o meno, negava il virus o sminuiva l’utilità dei vaccini.


E pure da noi, anche se in misura minore rispetto ad altri paesi, le frange di oltranzisti si sono fatte sentire (leggi qui sotto).


Ora, con il proseguire della crisi e con l’arrivo dei vaccini, le cose stanno un po’ cambiando, in molti cominciano a diventare insofferenti e rabbiosi per un agire che risulta sempre più incomprensibile, e più un arroccamento ideologico o ignoranza su come funziona un vaccino che una consapevole scelta di campo. Anche Ivo Silvestro, su La Regione Ticino, affronta il problema, in seguito ad una lettera stilata da un gruppo, gli “Amici della costituzione”. Un gruppo oggettivamente estremo di negazionisti che contesta (senza nessun supporto scientifico, ça va sans dire) l’utilizzo delle mascherine come deterrente ai contagi. A ben pensare poca cosa, uno sforzo minimo per salvare se stessi e altre persone fragili. Scrive Silvestro:


“(…) La lettera degli Amici della costituzione è chiaramente e platealmente negazionista. Gli autori, infatti, non solo criticano le politiche sanitarie o l’affidabilità dei test molecolari, ma sostengono esplicitamente l’inesistenza del nuovo coronavirus (“presunto virus che è presunta causa del Covid-19”, “non esiste un virus isolato che dimostri causare il Covid19”). E SARS-CoV-2 si trova del resto in buona compagnia: leggendo il testo scopriamo che anche il virus dell’Hiv non esisterebbe o quantomeno non causerebbe l’Aids e forse persino l’influenza stagionale non sarebbe questione di virus ma di onde radio (nonostante vi siano resoconti di epidemie influenzali almeno dal Cinquecento e forse addirittura nell’Antichità).”


Ha ragione Silvestro a dire che questo è sì negazionismo, simile a chi nega l’olocausto, un’arroccata presa di posizione che distorce la verità per sostenere le proprie tesi, che innocue non sono per nulla, visto che infine insinuano idee perniciose e letali nella società. Ed è proprio questa similarità che appare sempre più palese e che Silvestro, giustamente, fa notare: nei parallelismi, nel modo di pensare, negli eventuali risultati:


“…la lettera degli Amici della costituzione è negazionista non solo per i contenuti: è lo stile argomentativo che ricorda molto i negazionisti dell’Olocausto. Riassumendo l’interessante lavoro della semiologa Valentina Pisanty (‘L’irritante questione delle camere a gas: logica del negazionismo’, Bompiani): la sistematica distorsione dei documenti e delle testimonianze; l’accentuazione di tutti gli errori, le ambiguità e le sbavature nei documenti; l’invenzione di anomalie inesistenti; l’equiparazione di errori e menzogne; l’accenno ai moventi degli impostori. O, come ha efficacemente scritto Primo Levi riferendosi ai pretestuosi dubbi sull’autenticità del diario di Anna Frank: “Trovare una screpolatura, infilarci una lama e far leva; non si sa mai, potrebbe anche crollare l’edificio, per quanto robusto”.

Ed è qui che la rabbia della società civile, quella che ha condannato l’olocausto e tutte le idee malsane ad esso collegato, deve reagire con rabbia, ed isolare persone che col loro modo di agire e utilizzando gli ordinamenti di uno stato democratico, finiscono proprio per pugnalare questa stessa democrazia che permette loro di esporre le loro idee assurde e prive di fondamento. idee che, come dicevamo, possono provocare dei morti.

Non è un caso che ad esempio in Israele, le tensioni tra società civile ed ebrei ortodossi siano al culmine, visto che i contagi tra questi ultimi, che disprezzano tutte le misure di contenimento, sono tre volte maggiori che nel resto della popolazione e di conseguenza sono tra i maggiori vettori del contagio.

Non basta dunque tenere gli occhi aperti e le antenne tese. Queste persone vanno isolate, condannate e anche perseguite, al pari di chi incita all’odio. E non venitemi a parlare di libertà d’espressione, ci rivediamo in un reparto cure intense davanti ai corpi nudi e intubati, poi ne riparliamo.

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