Som amò chi

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“Pinín”. A dispetto dei suoi quasi novant’anni, del suo metro e ottanta d’altezza e della sua novantina di chili di peso, quel nomignolo gli è rimasto attaccato. Difficile non pensarci oggi. È lì nella sua camera del Cardiocentro coperto solo con un camice improbabile. Ha voglia di parlare. Ha trascorso alcuni giorni in cure intense ed i medici stanno cercando di capire se sistemargli la valvola cardiaca oppure lasciare le cose come stanno.

È sereno e preoccupato al tempo stesso. Sereno perché “som à mo’ chì” , ma un po’ preoccupato “par la mam”. Si sono sposati nel 1958 e da allora non si sono più separati. Casa e lavoro. Casa, lavoro e figli. Casa e lavoro. Casa. Una vita assolutamente normale, ma con una rinuncia. Amava dipingere e, per quanto possa valere la mia parola, aveva una buona mano. Negli Anni ’40 del secolo scorso però, c’era la guerra e Brera era lontana. Così è diventato uno di quelli che qualcuno ancora oggi chiama i “magliari locarnesi”: ha passato una vita a vendere tessuti. Tra alti e bassi; come si conviene ad ogni piccolo commerciante.

Non si è mai arricchito e negli ultimi anni di lavoro, ha fatto assai fatica a far quadrare i conti. Non l’ho mai sentito imprecare contro la cattiva sorte, però. Anzi, non l’ho mai sentito pronunciare una sola parolaccia in tutta la mia vita. Come me si è adirato una sola volta: stavo battibeccando con uno dei miei fratelli e mi è sfuggita una imprecazione seguita da una bestemmia. E da quel giorno ho evitato parolacce e bestemmie a casa dei miei genitori.

Con mio papà non ho mai filosofeggiato sulla vita ed i suoi perché. Ha tentato di trasmettermi la sua fede ed il suo credo politico. Senza successo, ma non mi ha mai mancato una sola volta di rispetto. Mi ha insegnato ad essere tollerante (anche se da qualche tempo tendo ad essere intollerante con gli intolleranti). Mi ha insegnato ad amare la natura e la montagna. Mi ha insegnato a non guardare mai nessuno dall’alto al basso. Mi ha insegnato il rispetto per i più deboli.

A modo suo mi sta ancora insegnando qualcosa nella sua camera del Cardiocentro. Si sta congedando con signorilità e si assicura che qualcuno stia vicino a sua moglie.

Alberto Cotti

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