Trump e i soldati del Klan

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Il diciottenne Vasillios Pistolis, appena dopo essere tornato a casa, il 12 agosto 2017, scrive: “Ho veramente spaccato tre teste oggi”

Veniva dal raduno “Unite the right” a Charlottesville, Viriginia. Una manifestazione politica divenuta tristemente famosa per via dei numerosi atti di violenza – tra cui un’automobile schiantata a tutta velocità sulla folla da un estremista di destra.

Si scoprì che Vassilios era venuto a quel raduno proprio per la violenza, a cui era stato incoraggiato su numerosi forum online. Forum che hanno poi permesso di risalire alle sue inclinazioni ideologiche: era membro della Divisione Atmowaffen, un gruppo neonazista statunitense già responsabile di numerosi omicidi, rapimenti e altri crimini (14 omicidi, traffico d’armi, rapina a mano armata, produzione di droghe…).

 L’appartenenza di un 18enne a un gruppo che dichiara sul suo manifesto di voler abbattere il governo federale tramite lo scatenarsi di una guerra razziale già di suo è preoccupante. Si rese ancora più preoccupante quando Vassilios tornò al suo lavoro di tutti giorni, come soldato nel corpo dei Marines. 

Questo è soltanto uno degli esempi del serio problema che le forze armate americane hanno con l’estremismo di destra. Membri del primo battaglione di ricognizione di Camp Pendleton, in Afghanistan, sono stati fotografati in posa davanti a una bandiera delle SS. Christopher Hasson, tenente della guardia nazionale del Montana, è stato arrestato per aver trafugato numerose armi in preparazione di un attentato di matrice suprematista. 

Kathleen Belew (autrice di “porta la guerra a casa”), a “The Guardian”, scrive: 

“I Veterani di guerra americani hanno giocato ruoli chiave nei movimenti suprematisti bianchi da decenni. Il Ku Klux Klan e molti altri hanno sempre avuto ondate di popolarità e efficacia dopo grandi conflitti come la Guerra Mondiale o la guerra in Vietnam. Questi soldati veterani portano esperienza organizzativa e militare all’estremismo di destra, e negli ultimi anni abbiamo avuto un costante influsso di militari radicalizzati di ritorno dalle campagne in Medio oriente”. 

Fanno eco anche le dichiarazioni del Southern Poverty Law Center, principale organizzazione di monitoraggio sull’estrema destra negli Stati Uniti: 

“dal 1990 a questa parte, leader estremisti di destra spingono giovani membri ad arruolarsi nell’esercito. Il piano è che questi giovani radicali tornino in patria con ampie conoscenze in ambito di esplosivi e armamenti. Queste conoscenze vengono usate per addestrare milizie e pianificare attacchi terroristici.”

Se pensiamo alle proteste nei pressi del Campidoglio di pochissimi giorni fa, è possibile tracciare un ulteriore collegamento tra l’instabilità politica statunitense e il problema cronico di infiltrazioni estremiste di destra nell’esercito. Una delle persone uccise nella calca all’interno del Campidoglio era la veterana dell’aeronautica Ashli Babbit. E sono molte le testimonianze video di poliziotti che si scansano o addirittura fanno cenno ai manifestanti di avanzare.

L’ex personale militare forma uno dei più solidi nuclei di sostegno a Donald Trump. I continui ammiccamenti alla destra estremista, molto presente nelle forze armate, non sono passati inosservati. Come quando disse al gruppo estremista “Proud Boys” di “stare pronti” durante un dibattito con Joe Biden in cui gli venne chiesto di denunciare pubblicamente questi movimenti. Gli affiliati al gruppo, molti dei quali con collegamenti all’esercito, hanno risposto sui social dicendo di essere pronti e attendere ordini. 

Trump ha solleticato questa demografica, probabilmente senza rendersi conto del pericolo che potesse rappresentare una volta legittimata e incoraggiata dal presidente. Personalmente, credo Trump si sia oramai rassegnato ad aver perso. Ma non ha controllo sulle folle estremiste che per anni si sono bevute ogni tipo di menzogna su cabale sataniche e elezioni truccate. Su internet, molte personalità facenti parte del microcosmo della destra estrema americana nonché molte organizzazioni hanno preso a definire Trump un “traditore” per non aver sostenuto la presa del Campidoglio. 

Al neoeletto Biden spetterà l’arduo compito di gestire e neutralizzare questi gruppi, che sono stati prima incoraggiati e poi “abbandonati” dal loro idolo. L’America ha avuto un assaggio di ciò di cui la nuova destra è capace, e ora la trova disperata e pronta a tutto. Speriamo soltanto che gli Stati Uniti realizzino il pericolo prima che sia troppo tardi. 

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