Un selfie bello da morire

Pubblicità

Di

Che cos’è un selfie? Probabilmente è l’emblema e, di sicuro, tra i simboli del presente che meglio raccontano cosa siamo e cosa siano davvero stati questi ultimi folli anni. Selfie, uno dei termini più gettonati, che in italiano potremmo semplicemente definire come autoscatto. Eppure, chissà com’è, in inglese suona sempre tutto meglio. Di sicuro almeno in questo caso perché selfie e selfish si somigliano molto. Selfish che sta per egoista. L’autoscatto egoista.

E, a proposito di selfie, è solo di qualche settimana fa la notizia di una donna che in Australia è scivolata in un dirupo ed è morta per immortalarsi con alle spalle un panorama mozzafiato. Peccato però che quel wow l’abbia pagato caro. Le sia costato letteralmente la pelle. La trentottenne Rosy Loomba, che era con il marito e il figlio quando l’incidente è avvenuto al Grampians National Park, nello stato australiano di Victoria a poca distanza da Melbourne, è solo l’ultima di una lunga serie di vittime che sono morte cercando lo scatto da brividi.

Rosy era a Boroka Lookout, uno strapiombo con una vista panoramica da paura sulle montagne e sulla città sottostante. La donna c’ha evidentemente messo del suo scavalcando le barriere di sicurezza, ignorando i segnali di pericolo, pur di potersene tornare a casa con quell’autoscatto, prova della sua temerarietà. È purtroppo andata diversamente. Un piede messo male, la perdita dell’equilibrio e una caduta di 80 metri lungo la parete della montagna, il tutto di fronte ai propri cari.

Cosa non si farebbe per un selfie? Difficile dirlo. Di sicuro si è disposti a morire, anche in maniera inopportuna, potremmo quasi dire stupida. Se non fosse che dietro a questa pratica si nasconde qualcosa di ben più profondo e radicato di ciò che potrebbe sembrare a un primo sguardo distratto. Cosa sta dietro al bisogno di ritrarre se stessi nei luoghi più disparati del mondo o con le persone più diverse meglio ancora se sono dei vip? E poco importa se si tratti di un Salvini o di Leonardo di Caprio? Ciò che stiamo dicendo con quello scatto è sempre la stessa identica cosa. Io esisto. Sono qui e guarda cosa ho appena catturato. 

Grazie ai nostri smartphone non siamo soltanto diventati tutti fotografi, oggi siamo allo stesso tempo sia chi esegue lo scatto che il soggetto ritratto. Una strana forma di fotografia, un fotografare onanistico che ricorda quel Narciso che si bea della propria immagine riflessa in una pozza d’acqua, tanto rapito e ipnotizzato dal se stesso riflesso da non accorgersi dei pericoli circostanti. Chi è il più fico del reame? È questa la domanda alla base della legge del selfie. Eppure nessuna foto vale una vita, nemmeno quando serve a colmare un senso profondo di solitudine e di poca accettazione di se stessi per quello che si è davvero, a maggior ragione in un’epoca in cui a imperare è il selfie. Selfish.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!