Vi da fastidio chi chiede l’elemosina?

Pubblicità

Di

La Corte dei diritti umani di Strasburgo condanna la Svizzera per aver multato una mendicante, che essendo indigente ha dovuto farsi 5 giorni di prigione. Una sanzione quasi da medioevo. 

La prendo alla larga. Cesare Beccaria, marchese di Gualdrasco e di Villareggio, giurista e filosofo settecentesco, dà alle stampe nel 1764 un libro che rimane una pietra miliare nella storia giuridica d’’Europa: “Dei delitti e delle pene”.

Beccaria porta avanti un discorso importante che oggi è applicato dai moderni sistemi giuridici democratici. A un reato deve essere commisurata una pena proporzionale: Beccaria era anche contrario alla pena di morte e alla tortura. Insomma un tipo davvero avanti, ma questa è un’altra storia.

Il fatto è sui media in questi giorni. Una donna di etnia Rom e che, a Ginevra, chiedeva l’elemosina era stata multata di 500 franchi. Essendo indigente e non potendo pagare la multa, ha dovuto rimanere in carcere, come pena alternativa, per 5 giorni.

Il 19 di questo mese, la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, altra organizzazione figlia dell’illuminismo giudiziale, ha condannato la Svizzera per aver violato la dignità della donna, considerata la sua estrema povertà.

“La Corte ritiene che la sanzione inflitta alla richiedente non fosse proporzionata all’obiettivo della lotta alla criminalità organizzata, né a quello della tutela dei diritti dei passanti, dei residenti e dei proprietari di commerci”, ha spiegato la CEDU. E qui ci riallacciamo al buon Beccaria, dove ci spiega in breve che se un tizio ruba una mela non è il caso di impiccarlo sulla pubblica via. E che se il furto è sbagliato di principio ci sono delle attenuanti a seconda dei casi. Se rapino una banca con un mitra e uccido una guardia è una cosa, se rubo un chilo di pasta per fare mangiare i miei figli è un’altra.

Chi ha in antipatia gli zingari, gli accattoni e chi chiede l’elemosina, dovrebbe porsi una domanda: il mio fastidio, che dura pochi istanti, vale una punizione di questo genere? Insomma, è giusto mettere in prigione per cinque giorni una donna che tende la mano in strada o chiederle di pagare 500 franchi di multa?

Scusatemi, ma trovo che multare gli accattoni, oltre che inutile, sia un atto completamente indegno, perché va a colpire fasce della società marginali ed emarginate che vivono spesso ai limiti del decoro.

Ecco perché la pena per la donna non solo è vergognosa dal punto di vista etico ed umano, ma anche profondamente iniqua da quello giuridico. Non è infatti comprensibile il perché una sanzione del genere, che viene comminata magari a un pirata della strada che mette in pericolo la vita altrui, sia la stessa per una persona la cui unica colpa è chiedere l’elemosina.

E non mi si tirino fuori le solite boiate sul fatto che a volte i mendicanti sono insistenti e fastidiosi, non è un motivo sufficiente per punire a questo modo. Noi, dopo il fastidio, torniamo a casa con le borse dello shopping e facciamo una bella cenetta, loro dopo una giornata al freddo vanno in una roulotte o sotto un ponte. Per cui possiamo anche tollerare il fastidio senza alzare gli occhi al cielo o fare smorfie idiote.

La CEDU motiva appunto a questo modo la sua sentenza: “In una situazione di manifesta vulnerabilità, la ricorrente aveva il diritto, inerente alla dignità umana, di poter mostrare il suo disagio e cercare di rimediare ai suoi bisogni chiedendo l’elemosina”

E ci mancherebbe che chi è a disagio non possa esprimerlo. E ogni volta che succede qualcosa del genere, che incontriamo un africano che ci tampina per venderci un libretto di Mandela, che vediamo una piccola ecuadoriana suonare malamente il charango di fronte all’autosilo o vediamo un Rom sdraiato a terra di fronte a un supermercato… e che cavolo, cacciate un franchetto, tenetevene una manciata in saccoccia già pronti. A fine anno vi accorgerete che vi è costato di più portare una volta i figli al MacDonald. Ma soprattutto ricordate sempre, che il vostro fastidio, non è una scusa per sanzionare così duramente qualcuno.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!