Corinne, Lara, Beat e il fantasma di Russi

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Più che bionda, l’aurora che di buon mattino indora le cime di Cortina vira al rosso (crociato): e pazienza se l’alma svizzera adora sempre meno il Re del Ciel – il 30% si dichiara “senza religione”. Può sempre adorare le ragazze, i ragazzi per il momento molto meno, specialmente dopo la fantozziana esibizione nel Supergigante, complice un tracciato che non entrerà nella storia, anzi: l’idea di imitare e magari superare la variante “Hundschopf-Minschkante” di Wengen, il passaggio più bello al mondo, è fallita: “non chiamatemi Russi in gonnella” dice Monica Borsatto, ingegnere-paesaggista che ha disegnato il percorso. Purtroppo per lei, alla prova dei fatti, non accadrà, perché la pista che doveva caratterizzare i Mondiali è “tutta sbagliata, tutta da rifare”, come direbbe Bartali. 

La “Vertigine” infatti è tutt’altro che vertiginosa; o meglio, lo è stata solo per i primi tre del Supergigante, l’austriaco Walder, e i nostri Meillard e Mauro Caviezel che al termine di un volo spaventoso hanno mancato la porta sottostante; perché se si calcola male la direzione e la velocità d’entrata su un salto, si rischia di finire come certi aerei che atterrano “lunghi” e, se va bene, terminano la corsa in un campo di patate. 

Ma anche il nostro “staff” tecnico ha dormito, oltre che sbagliato mandando allo sbaraglio Mauro reduce da infortunio e infatti già rientrato. Una figuraccia: che ci stanno a fare i medici e gli allenatori? E perché non è stato iscritto Janka, o magari il fratello Gino, invece di far scendere ad alto rischio uno zoppo?

Dopodiché, avvisati, gli altri invece di volare hanno aggirato l’ostacolo: al posto di un volo d’aquila hanno prodotto un modesto salto della quaglia: una comica. E siccome quando si vuol correggere la frittata molte volte si passa dal male al peggio, per la prima prova di discesa, sono state  introdotte delle “chicanes” per rallentare la velocità, suscitando l’ira di tutti i discesisti, in primis dell’enfant du pays Paris, uno dei grandi favoriti.

Il problema è irrisolvibile perché sbagliata è la scelta di base, ossia del terreno, del percorso che ti dà la natura, sul quale puoi lavorare sino a un certo punto; Russi, grande discesista, con Ghedina il migliore al mondo nei salti, era anche “Hochbauzeichner”, disegnatore edile.

Si è inventato un mestiere inesistente, di cui era, prima della Borsatto, unico rappresentante al mondo: ma a Cortina hanno deciso di farne a meno, scelta che ora si ripercuote sugli organizzatori, perché il fantasma di Russi aleggia sulla pista, troppo tecnica in alto,  basata solo sullo scorrimento (e sul materiale!) in basso, dove si immette in quella femminile, più giusta, più equilibrata.

Le donne in generale hanno messo in mostra notevoli progressi. Ha vinto Corinne Suter, bella e possibile, secondo logica: perché se fa così bene nel Supergigante, seconda solo alle spalle di una Lara Gut perfetta e imbattibile, avendo un punta maggiore di velocità in discesa è predestinata all’oro: a tal punto che gli accaniti scommettitori non hanno puntato su di lei: non si guadagnava nulla.

Lara, comprensibilmente un po’ stanca e in calo di tensione dopo l’oro ha sbagliato una curva facile entrando troppo diretta: ha comunque fatto un bel bronzo, battuta a sorpresa dalla tedesca Weidle,  imitata in campo maschile da Sander: quando è giunto a un centesimo da Kriechmayr si poteva pensare a una gara ancora aperta: invece non era stato il numero uno austriaco a fare una gara modesta, ma il tedesco a superarsi.

Al terzo posto si è piazzato Beat Feuz, doppio vincitore a Kitzbühel: una grande prova su una pista che in alto era rimasta un Supergigante: è uscito dalle curve a raggio stretto con 73 centesimi di ritardo, limitando in definitiva i danni; in basso ne ha recuperati 55 chiudendo a 18 centesimi da Kriechmayr, doppio vincitore come prima di lui solo il grande Bode Miller a Bormio nel 1985.

Discesa dunque, come ha dimostrato Feuz in modo matematico, spaccata in due settori, entrambi estremi. Del salto che doveva essere l’emblema della pista, nessuna traccia. Oggi addirittura qualcuno ha fatto due salterelli, replicando quello dello stacco, con un altro leggero decollo su un dossetto al centro: salto del passerotto beccuzzante.

La pista, leggermente corretta dal responsabile Fis, l’altoatesino Markus Waldner, ancora terrorizzato dal salto concesso a Kitzbühel dove per poco Kryenbühl non ci lasciava la pelle, al massimo si è meritata una risicata sufficienza,  in barba all’opinione dei commentatori che l’hanno definita completa…Completa con quel salto da polli zoppi?

Molto bravo il debuttante Odermatt , attesissimo nel gigante, quarto a pari merito con Paris, in grave difficoltà sul tecnico.. Senza un errrore nel tratto di scorrimento, Odermatt sarebbe arrivato a pochi centesimi da Feuz. Bene anche Janka, nono.

Insomma, malgrado gli infortuni capitati a Kryenbühl e Mauro Caviezel, il nostro bilancio è soddisfacente: come già nella generale di Coppa del Mondo, la Svizzera può imporsi nella classifica del medagliere, a partire da domani: in programma la combinata, maschile e femminile, con molte carte da giocare, Erni, Gysin e Holdener in particolare.

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