Europa, in arrivo tonnellate di coca

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Qualche giorno fa, nel porto calabrese di Gioia Tauro sono stati sequestrati 1300 chili di cocaina purissima ben nascosti fra carne congelata, caffè e frutta esotica. I container sospetti sono stati intercettati dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria grazie all’utilizzo di sofisticati scanner in grado di rilevare la droga. Oltre una tonnellata di cocaina contenuta in tre container provenienti uno dall’Equador e due dal Brasile. Una quantità di sostanza stupefacente dal valore astronomico: 260 milioni di euro. 

A sorprendere, in tutta questa faccenda, però non è tanto la modalità con la quale la polvere bianca viene importata e neppure il sequestro di per sé, ma l’estensione e le dimensioni di questo traffico. Le tonnellate e tonnellate di coca che inondano il mercato europeo. Un mercato per il 90% gestito dalla Ndrangheta, la più importante organizzazione criminale a livello mondiale nel traffico di narcotici. L’intesa della mafia calabrese con i produttori colombiani e messicani si è cementata con gli anni e con il tornaconto reciproco derivante da questo commercio, tanto florido, quanto estremamente redditizio.

Ovviamente la droga sequestrata, rispetto a quella che arriva a destinazione senza nessun intoppo e che viene distribuita sul mercato europeo, è giusto una minuscola parte. La classica goccia nel mare. Lo è se pensiamo che il fatturato annuo della Ndrangheta, derivante dallo spaccio di cocaina, si calcola che superi i 65 miliardi di franchi. E a proposito di sequestri record, in Belgio a novembre dello scorso anno, nel porto di Aversa sono state intercettate dalle forze dell’ordine più di 11 tonnellate di cocaina. Una montagna di droga che se da un lato ci fa capire la vastità e la diffusione del consumo, dall’altro ci permette di farci anche un’idea del potere economico che ha in mano la criminalità organizzata.  

Soldi e capitali che, in occasione della crisi finanziaria del 2008, si sono rivelati un provvidenziale aiuto per il capitalismo e la piazza finanziaria globale. Grazie all’iniezione di 325 miliardi di dollari, le mafie hanno tenuto in vita numerose banche e società finanziarie. A lanciare l’allarme, già all’epoca, era stato Antonio Costa, il direttore generale dell’Unodc, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione della criminalità. La Ndrangheta, Cosa Nostra, la Camorra e altre mafie minori, con le loro lobby finanziarie e un’ingente liquidità, si sono ormai introdotte a pieno titolo anche nel mondo della finanza globale consolidando e accrescendo sempre di più il proprio potere criminale. Intanto dal Sudamerica continuano, senza sosta, ad arrivare in Europa tonnellate e tonnellate di cocaina.  

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