Giornalista scomodo abbattuto in Ecuador

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Stretto nella morsa della pandemia aggravata dalla violenza, dalla corruzione, dall’instabilità politica e dalla povertà dilagante, l’Ecuador è oggi sotto choc per la recente brutale uccisione, in piena strada, di un giornalista vedette, il presentatore televisivo nonché attore e musicista Efrain Alberto Ruales Rios.

Molto noto ed amato nel suo paese, Efrain Ruales, 36 anni compiuti lo scorso 31 agosto conduceva da oltre dieci anni un programma televisivo in mattinata sul canale Ecuavisa (guarda il video).

Nato a Guayaquil, laureato presso l’Universidad del Pacifico, Ruales è stato freddato lo scorso 27 gennaio verso in piena strada, mentre tornava a casa dopo aver lasciato la palestra dove si allenava. Raggiunto da più colpi di arma da fuoco sparati da sicari dopo un inseguimento, il presentatore è morto in seguito ad un’emorragia interna.

Un giornalista scomodo

Come ci ha raccontato Otto Muggli, cittadino svizzero-ecuadoriano che vive in Ticino dove studia scienze della comunicazione all’USI, l’uccisione di Efrain Ruales, tra l’altro anche bassista dei gruppi Equilivre e Rokket, ha suscitato sgomento e cordoglio in tutto l’Ecuador: “L’anno scorso” ci spiega Otto, “Efrain aveva ricevuto delle minacce in seguito alle accuse che aveva fatto durante la sua trasmissione televisiva in merito alla corruzione legata a traffici messi in atto da organizzazioni criminali durante la pandemia e aveva pubblicamente denunciato delle irregolarità nell’acquisto di forniture mediche in vari ospedali pubblici di Guayaquil.”

Il presentatore televisivo che era anche molto impegnato socialmente nell’aiuto ai più bisognosi, aveva sporto denuncia contro ignoti presso la Procura della sua città, riferendolo anche sul suo profilo Instagram: “Sembra che un’indagine fosse stata aperta” aggiunge lo studente svizzero-ecuadoriano, “ma non si sa in che mani sia finita.” (guarda video)

Ricompensa di 50mila dollari 

Intanto l’esecuzione del presentatore vedette che avrebbe dovuto sposarsi quest’anno, ha suscitato una tale ondata di indignazione e proteste nel paese sudamericano, pur abituato a quotidiani episodi di violenza, che il governo ecuadoriano ha offerto una ricompensa di cinquantamila dollari a chiunque sarà in grado di fornire informazioni attendibili sui sicari o i mandati dell’uccisione.

“Questa tragica morte che rimarrà molto certamente impunita” sottolinea Otto Muggli, “è solo un esempio della situazione caotica che vige attualmente in Ecuador dove il governo cerca di mettere le cose a tacere con la sua taglia sulla testa dei killer di Efrain Rules mentre sono proprio i governanti stessi e chi ruota attorno a loro che lucrano sulle spalle del popolo sin dall’inizio della pandemia, applicando sovra tasse sulla vendita delle mascherine di protezione e sulle forniture mediche e permettendo che la corruzione si dilaghi a macchia d’olio in tutto il paese. Questo mentre la disoccupazione e la povertà crescono, il sistema sanitario è al collasso e tanta gente muore quotidianamente per strada.”

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