Golf chiusi, una tragedia ticinese

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Fa tenerezza l’UDC, che scatta come una molla quando chiudono i golf club. Uno sport popolare e alla portata di tutti che sicuramente creerà un’ondata di sdegno tra tutti i ticinesi.

Senza tema di smentita presumo che la simpatia dei ticinesi, quelli che tirano la cinghia tutti i mesi e rischiano di andare a gambe per aria con le loro attività, si riversi come oro colato sui golf club e le loro strutture. 

Strutture chiuse recentemente dalla polizia visto che, supponiamo, le regole che valgono per il bar Indipendenza a Bellinzona, valgono anche per i green con vecchiardi milionari che si trastullano su un bermuda grass caricando un backswing dietro l’altro (leggi qui sotto).


Sono rancoroso? Sì, io sono cresciuto ad Ascona, da ragazzini chi aveva entrature ed era fortunato poteva fare il caddy (il ragazzino portamazze), ti pagavano strabene e se a qualche riccone girava e vinceva pure ti mollava magari mance che equivalevano al PIL mensile delle isole Vanatu.

Mia mamma, che faceva sempre le passeggiate intorno al golf e sul lungolago per tenersi in forma, raccoglieva le palline che finivano fuori dal campo e le regalava agli operai della manutenzione, che le rivendevano ai riccastri. Insomma, un economia a rimorchio che non mascherava una dura realtà, a giocare erano quelli che potevano. Il golf mica erano gli scout dell’AEC o il football club dove c’erano cani e porci. 

Ora l’UDC si strappa le vesti e Daniele Pinoja, che come ha giustamente fatto notare qualcuno non ha fatto un’interrogazione in tre anni, salta su come un grillo col pepe al culo.

“Chi ha dato l’ordine agli agenti comunali e cantonali di operare l’intervento di chiusura e messa in stato d’accusa dei responsabili? Su che base legale è stato fatto, ritenuto che il Consiglio federale (unica autorità competente) non ha emanato alcun divieto ad hoc? L’autorità cantonale ritiene che la pratica del golf possa essere causa di contagi più che in altri sport che attualmente si possono svolgere? Essa è dell’avviso che tale attività possa venir riaperta immediatamente?”

Se penso ai piccoli indipendenti, gente di teatro e spettacolo, ristoratori e artigiani, a gente che vive con angoscia ogni mattina che il Signore gli manda giù, il pepe al culo viene a me, dalla rabbia però. Perché mettersi a starnazzare per difendere dei ricconi che giocano a golf è proprio tipico dell’UDC, che così getta la maschera e fa capire quali sono davvero i suoi interessi. Esagero? Vedete voi. 

Sul sito del golf di Ascona troviamo le tariffe. Per diventare socio devi cacciare 25’000 franchi sull’unghia, una tantum. Poi hai diritto a vita a giocare tra bucoliche pinete e delicate collinette di marzapane verde? Col cappero. Caccia altri 2’200 franchi l’anno. 

Sei ospite? Cioè arrivi lì a pera? 150 franchi al giorno, vuoi la golf car? Altre 100 cucuzze, se invece ti tiri dietro il carrello a mano sono solo 10 franchi.

Però se sei under 18, giovane gioisci, anche per te come in ferrovia c’è il metà prezzo. Il diavolo non è mai così brutto come lo si dipinge.

Dunque, sono di parte, lo so. Ma se penso che con l’iscrizione al golf di Ascona una persona normale ci vive per 6 mesi, mi scatta qualsiasi cosa ma non certo la solidarietà e penso che uno al limite può togliersi la malinconia da Covid nel giardino della sua villa da ventimila ettari tra gru coronate e caimani.

E l’UDC dovrebbe almeno ogni tanto far finta di non essere attaccata ai soldi come la maglietta bagnata a “miss spiaggia Gatteo a Mare 1988”.

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