I medici e l’Ordine dei terroristi

Pubblicità

Di

Oggi qual è la prima cosa che uno pensa dei medici? Che sono coloro che in questi mesi si sono trovati in prima linea a combattere contro il coronavirus? No. Che il loro mestiere è salvare delle vite? No. Oggi c’è chi pensa che siano dei terroristi. Lo pensa seriamente. 

C’è chi crede (non sono pochi) che sia colpa loro se ci siamo trovati a vivere un secondo lockdown. Se l’economia va a rotoli ed è ancora tutto chiuso, la ragione è una sola. Sono i medici che ci hanno imposto tutto questo. Sono responsabili del clima di terrore in cui viviamo ed è per questo che per definirli c’è una parola sola: terroristi.

Parola che è apparsa ieri mattina ben visibile a Mezzovico su di una facciata della sede dell’Ordine dei medici. Un insulto vergognoso che dimostra la follia che alberga nell’animo di molti. Di chi di fronte al proprio malumore, alla propria incapacità di stare al mondo e di combattere il vero nemico, sceglie di ribaltare il piano della realtà e s’inventa di sana pianta una propria visione delle cose. 

Non sono i ricchi che diventano sempre più ricchi il problema, ma sono i frontalieri. È colpa dei poveri se siamo sempre più poveri. Non è il virus che sta mandando in tilt un’economia già fragile di suo come un cristallo di Boemia, no, sono i medici che stanno cercando di arginarlo. Sono loro i mostri peggiori nemici. I terroristi. È esattamente questo pensiero il cancro della società in cui viviamo, il tarlo che va ucciso prima che sgretoli le fondamento su cui poggia il nostro mondo. 

Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici, uno per il quale non nutro particolare simpatia, ha colto esattamente il senso di un gesto del genere. “C’è chi aizza persone – dice Denti – che sono deluse, stanche, arrabbiate. E questi poi se la prendono con i medici, che hanno il compito di dire la verità”. Sì, perché a volte, piuttosto che la verità, vorremmo solo sentire quel che ci fa comodo, quello che siamo in grado di accettare e sopportare. Il resto è solo fonte di rabbia. E di gesti vigliacchi come una scritta anonima su di un muro.

Una scritta che non imbratta solo un muro, ma che inzozza l’idea stessa di una società tesa al raggiungimento di un unico obiettivo: il bene comune. Pensare che gli “eroi” di ieri siano i “terroristi” di oggi, è il segno del malessere che alberga in una cospicua fetta della nostra società. E di come si possa arrivare a manipolare la realtà, fino al punto di dire tutto e il contrario di tutto. 

Le minacce di morte all’indirizzo del Consiglio federale, medici e giornalisti accusati di manipolare i fatti per poterne trarre un qualche tipo di beneficio. È questo il clima avvelenato nel quale stiamo vivendo e dal quale dobbiamo emanciparci anteponendo la ragione e il buon senso al caos, arginando coloro che nel disordine ci sguazzano. Perché la rabbia è davvero una brutta bestia.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!