Identità elettronica NON ai privati!

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Il prossimo 7 marzo saremo chiamati a votare il referendum contro la legge sull’identità elettronica (LSIe) che assegna costi e responsabilità allo Stato e i profitti ai privati! I soliti lobbisti deputati in Parlamento sono riusciti a creare un mostro burocratico funzionale ai loro interessi. Il doppio ambito menzionato nella legge, con intermediari privati fra lo stato e l’utente, aumenterà inevitabilmente i tempi di attesa, i costi di produzione e i pericoli di pirataggio, senza nessun valore aggiunto! La tecnologia usata sarebbe la stessa e quindi qual è il vero scopo per coinvolgere i privati in questa impresa? Perché tutta questa agitazione attorno all’Ie? Quale sarebbe il tornaconto dei privati? Bisogna proprio essere sordociechi per non capirlo!

Chi controlla i dati controlla il futuro! Altrimenti perché tutta questa frenesia per mettere le mani sull’Identità elettronica? Perché Credit Suisse, UBS, AXA, Vaudoise, CSS, Helvetia, CFF, Posta, Swisscom, ecc. si sono mosse? Anche Facebook, Microsoft, Apple o Amazon potrebbero essere interessanti a questo mercato! Questi signori, ben mimetizzati con sigle di comodo (irriconoscibili sui loro volantini) non si agitano mai per niente! È stata addirittura organizzata un’Alleanza (SwissSign) che coordinerà il lauto banchetto delle numerose aziende interessate. Il cinismo economico delle aziende digitali e i loro black-out sono ormai ben noti. È un progetto contrario alla presa di coscienza mondiale sull’onnipotenza delle aziende digitali. I metadati che, la legge prevede di archiviare per sei mesi, rappresentano un tesoro allettante che attirerà inevitabilmente le mire di molti predoni informatici.

Da notare che otto Cantoni (Vaud, Ginevra, Neuchâtel, Svitto, Zugo, Basilea Campagna, Obvaldo e Soletta) sono contrari a questa legge; molti hanno già organizzato al loro interno un servizio simile, completamente gestito dallo Stato. La legge menziona anche protocolli di sicurezza ma siamo consapevoli che all’occorrenza si troveranno gli escamotages più impensabili per scavalcarli; inoltre dubito che gli smanettoni interessati rispetteranno questi “paletti”. I privati sbandierano le loro competenze informatiche come migliori di quelle dello Stato ma in realtà in questo campo non sono infallibili e si sono già fatti piratare alla grande dagli hacker. Ad esempio, Swisscom si è fatta rubare i dati di 800’000 clienti nel 2018!

Prima di votare varrebbe la pena riflettere sul senso di tutta l’operazione. Basti ricordare il famoso caso Snowden che ha permesso di scoperchiare un sistema di reti illegali, con dati gestiti da società private per conto del governo USA. Snowden ha rischiato la pelle quando ha denunciato quanto stava avvenendo! Nel suo libro “Errore di sistema” anticipa anche ciò che potrebbe avvenire con l’Ie in mano ai privati in Svizzera. Alle nostre latitudini le recenti rivelazioni riguardanti le aziende Crypto AG e OmniSec, di fatto controllate da servizi di spionaggio stranieri, hanno dimostrato ampiamente l’inaffidabilità del settore privato.

Vogliamo proprio rischiare di subire le medesime conseguenze? Per fortuna siamo ancora in tempo a votare NO a una legge pericolosa, che promuove la privatizzazione dei dati di tutti i residenti in Svizzera. Sono informazioni che in futuro potrebbero anche riguardare, oltre ai documenti ufficiali, le cartelle cliniche personali, il voto elettronico, i dati fiscali, domande di sussidio, ecc. Tutti argomenti da proteggere dalle voraci fauci dei privati!

L’Ie deve rimanere un servizio pubblico, completamente gestito e controllato dallo Stato, garante istituzionale della protezione dei dati di ogni cittadino.

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