Il dramma della malattia psichica in Usa

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Il recente caso che ha coinvolto una bambina con forti turbe mentali, brutalmente arrestata dalla polizia, ci fa scoprire un sistema devastante negli Usa per la cura psichiatrica. 

Che negli Stati Uniti abbiano un problema (uno dei molti) coi malati psichici e con chi è fragile e instabile, a livello psicologico, è un dato di fatto. Un sistema sanitario ai minimi termini e una carenza oggettiva di operatori sociali, pone per l’ennesima volta sotto i riflettori gli Usa.

Tre giorni fa, avevamo parlato del triste fatto che riguardava una bimba di nove anni a Rochester (NY). La bambina, fermata dalla polizia su segnalazione dei genitori affidatari, era stata sdraiata nella neve, ammanettata e le era stato spruzzato dello spray urticante negli occhi (leggi qui).


Nel frattempo, la sindaca di Rochester, Lovely Warren, ha sospeso tre agenti in attesa delle conclusione dell’inchiesta su questo assurdo fermo, che tanto rumore e indignazione ha creato nel Paese e all’estero.

La bambina era affetta da una grave patologia psichica, che avrebbe richiesto l’impiego di un esperto, come auspicato dalla madre quando ha chiesto aiuto. Come però abbiamo già detto a più riprese, il sistema sanitario Usa è fortemente carente e spesso in questi casi, come in quello del povero Daniel Prude, pure lui malato psichico ucciso dalla polizia di Rochester, non è adeguato alle necessità (leggi qui sotto).


Scrive l’eminente psichiatra americano Allen Frances*, su Psycologytoday (2015): “Sfortunatamente l’approccio statunitense di esclusione e abbandono spesso peggiora le condizioni delle persone piuttosto che aiutarle a stare bene. Le forme specifiche di maltrattamento sono variate drammaticamente negli ultimi 50 anni, ma nel tempo il loro impatto disumanizzante è rimasto costante (…)”

Alla chiusura dei manicomi statunitensi (come in Italia per la legge Basaglia) definiti da Frances “fosse dei serpenti”, dove ” vivere senza speranza e impotente, senza libertà, diritti o futuro, era abbastanza per far impazzire chiunque.” Non segue un miglioramento della situazione, anzi (leggi qui sotto).


Se la teoria di chiudere orrendi nosocomi più simili a prigioni era entusiasmante, il sistema poi ha cozzato con un’applicazione disastrosa. Scrive ancora Frances, dando un giudizio lapidario: “I governi degli Stati, già responsabili di dover coprire le spese per la cura della salute mentale, hanno sfruttato la deistituzionalizzazione per scaricare responsabilità e costi. Si era supposto che il denaro reso disponibile dalla chiusura degli ospedali dovesse essere speso per aprire comunità supportate da servizi assistenziali e per fornire comunità-alloggio dignitose. Invece le risorse sono state dirottate per sostenere sgravi fiscali o altri programmi.” (…) “I pazienti impreparati sono stati rapidamente e spietatamente scaricati dai lugubri ospedali a condizioni spesso peggiori in carcere o per strada. Il risultato finale è che probabilmente gli Stati Uniti sono oggi il posto peggiore del mondo sviluppato dove avere una grave malattia mentale.”

In una ricerca di un paio di anni fa, “The Inner Level. How More Equal Societies Reduce Stress, Restore Sanity and Improve Everyone’s Wellbeing” (come società più eque possono ridurre lo stress e migliorare il benessere di tutti)” scritto da due importanti personalità del settore, Richard Wilnkinson e Kate Pickett, si supporta la tesi secondo cui nei paesi ricchi, le società dove il benessere psicologico è peggiore, sono proprio quelle con la maggiore diseguaglianza tra ricchi e poveri in base al coefficiente di Gini** . inutile dirvi che gli Usa sono al primo posto in questa classifica, subito seguiti dal Regno Unito, che ha per esempio un’incidenza di malattia mentale doppia rispetto alla Germania.

Dunque quello che ci dice la ricerca è che l’incidenza della malattia psichica, non è relativa alla ricchezza di un paese, ma è tanto più presente quanto sono presenti delle diseguaglianze economiche. Lo dimostra il fatto che società più eque, come ad esempio quelle dei paesi scandinavi o il Giappone, hanno un tasso più basso di disturbi mentali.

Questo porta spesso come conseguenza, ad abusi di alcolici o sostanze stupefacenti. Negli Usa, in 15 anni, il tasso di decessi per abuso di oppiacei è passato da 3 unità per 100’000 persone, a 13,5, con un aumento di più del 300%. Pur non facendone un assunto totale, (la ricerca è stata comunque verificata e confermata da Lancet) la tendenza è evidente.

Tornando al caso della bimba di Riochester, e pensando al mondo giovanile, scopriamo inoltre che negli Usa sempre più ragazzi finiscono al pronto soccorso per episodi di autolesionismo, disturbi dovuti al consumo di sostanze, atti violenti incontrollabili e dolori psicosomatici. Tra il 2007 e il 2016 le visite al pronto soccorso di bambini o ragazzi con disturbi mentali sono aumentate del 60 per cento. E le visite ambulatoriali per i soli casi di autolesionismo, sono aumentati del160%. Alla luce di questi fatti, l’agire della polizia nei confronti della piccola, lascia ancora più sgomenti. 

E la risposta? Beh, secondo una ricerca del 2013 del national Pediatric readiness Project, meno della metà dei dipartimenti di emergenza degli ospedali statunitensi è dotato di reparti psichiatrici efficienti.

Per ultimo vogliamo parlare di pena capitale? Come l’ultima, che ha fatto scalpore, perché Lisa Montgomery, la condannata, aveva delle evidenti turbe psichiche legate ai maltrattamenti subiti da bambina (leggi qui sotto).


Nei bracci della morte statunitensi, uno studio del 2017, condotto dal professor Frank Baumgartner (“Deadly Justice: A Statistical Portrait of the Death Penalty”) sostiene che il 43% dei condannati giustiziati nel 21° secolo, avevano delle diagnosi di malattia mentale. Un settore dove schizofrenia, stress post traumatico, tendenze suicidali e altre patologie sono frequentissime.

Dunque, problemi come quello di pochi giorni fa o come la morte di Daniel Prude, continueranno a ripetersi, a meno che non si affronti con coraggio il problema del disagio psichico, un problema sempre più pernicioso della società moderna e una vera piaga negli USA.

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