Intragna, il video dello sgomento

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Casa Anziani di San Donato di Intragna: un ospite affetto dal morbo di Alzheimer è stato umiliato e oltraggiato da tre dipendenti della struttura che si sono vicendevolmente filmati, mentre lo imitavano sguaiatamente, utilizzando un telefonino  sotto la decerebrata regia dell’irrisione.

I tre compari sono stati immediatamente sospesi, dopo il tempestivo avvio di un’indagine amministrativa interna che ha comportato una segnalazione dell’inqualificabile fatto al Ministero pubblico.

Il risultato finale si riassume in due dimissioni, rassegnate per anticipare una presumibile notifica di licenziamento e in una ordinanza di sospensione. 

Questo abominevole evento deve essere stato certamente una delle tappe più basse e infime nella storia di una struttura dove gli anziani dovrebbero trovare l’empatia della vicinanza, la propagazione della complicità e la cultura dell’assistenza vigile e rispettosa: i tre operatori hanno trovato lo spunto per irridere un ospite del reparto dove dominano le inquietanti ombre del disturbo cerebrale, del progressivo allontanamento dalla realtà, della nebulizzazione del dono della memoria che, giorno dopo giorno, sgretola il malato scippandone pensieri e comportamenti.

L’episodio ripropone il plateale dilagante gusto, forse incomprensibile ma diffuso sino all’incredibile,  per la mattanza dei principi etici e dei sacrosanti codici delle norme della convivenza civile.

Il fatto è sostanzialmente configurabile come un misfatto, un’immonda e sguaiata rivisitazione della metrica degli atteggiamenti dentro una codarda sceneggiata ispirata dalla superficialità più inquinante e dalla stupidità più ammorbante.

Gli ispirati (e disperati) interpreti della “indifferenza per le differenze” si sono smarriti nel video della vergogna che è stato poi condiviso sulla chat dei colleghi, quasi fosse lo scalpo di una divertente guasconata.

Anche la spartizione mediatica della pusillanimità impone una forte riflessione: ma dove cavolo stiamo andando, se il diletto e il passatempo si sbragano oltraggiosamente  nel rimescolato e affannato universo di chi grida quotidianamente aiuto, bisogno e supporto, nell’ineludibile necessità  di mangiare, di respirare e forse di sorridere, almeno qualche volta per non morire nel peggiore dei modi?

La casa Anziani di San Donato, un luogo per soggiorni temporanei o di lunga degenza, si offre agli sguardi nel contesto di un sipario animato da verdissime montagne mentre l’abitato di Intragna irradia una pacifica quiete, sorvegliata dal famoso campanile che sovrasta i tetti delle case.

Ma intanto il disgustoso e insopportabile episodio che ha preso di mira un inerme inconsapevole anziano ( perlomeno speriamo inconsapevole)  ci impone non solo il dovere della cronaca ma anche l’obbligo di levare alto un invito che spinga le nostre coscienze a vigilare sugli smottamenti delle trasgressioni  che azzerano il patrimonio di tutto ciò che è ragionevole e appropriato e di tutto ciò che produce fame di rettezza, di compostezza  e di onestà mentale. 

O se preferite, senza fare ricorso ad altre immagini, non basterebbe almeno il recupero della preziosità del buon senso?     

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