La filonazista in Capriasca

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Accanimento quello di Gas contro Liliane Tami? No. Fosse per noi la signora potrebbe rimanere nel limbo dei personaggi che hanno fatto, nel bene e nel male, la pittoresca storia politica del nostro cantone.

Ma lei non si arrende, e imperterrita continua a voler rimanere sulla breccia, questa volta candidata per l’UDC. D’altronde è sempre zuppa e pan bagnato. Lo stagno in cui nuota la Tami è sempre quello di una destra di bocca buona, che pur di avere qualche disperato che ci mette la faccia è pure capace di riciclare quello che avrebbe dovuto essere compostato, per rimanere in una metafora di smaltimento.

A noi preme far sapere ai cittadini di Capriasca chi votano apponendo una crocetta accanto al nome della Tami. L’entusiasta candidata UDC ha avuto recentemente l’onore, di un’intervista su Ticinolive del compiacente Francesco de Maria. Che attacca:

“Liliane è una giovane mamma molto impegnata con i suoi bimbi, ma trova il modo di fare un sacco di cose, perché è organizzata. È colta, laureata in Filosofia, è scrittrice, poetessa e giornalista. Il famoso architetto Rino Tami era un suo pro-zio.

Nella sua casa di Roveredo, ai limiti del bosco, non regna il Politicamente Corretto.”

No, proprio il politicamente corretto a casa della Tami non ci sta neanche chiuso nello sgabuzzino delle scope, e vediamo perché. Ex membra degli universitari padani (Lega lombarda), ex collaboratrice del Mattino della Domenica, la “filosofa e poetessa” era diventata famosa ai tempi della strage di Charlie Hebdò, perché in un video (che aveva raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni), aveva dichiarato che gli estremisti islamici “avevano fatto bene”.

Ora la ritroviamo nei ranghi dell’UDC, che come sappiamo (Tuto Rossi docet) è un partito poco schizzinoso e raccatta tutto quello che trova per strada, dandogli una spolverata e ficcandoselo in bocca come un moccioso goloso. Lei si è avvicinata all’UDC perché:

“Ho un animo che, semplificando, potremmo definire “anarcoide di destra”. Da ragazzina mi sono avvicinata alla categoria politica dell’anarchia (estremismo del con-federalismo/ libera città-stato/più patria romantica e meno stato assistenzialista) e del pensiero no-global. Volevo uno stato leggero, più autonomia alle zone periferiche ed amavo concetti come la decentralizzazione, l’autarchia e il ruralismo. Al contempo studiavo anche l’estrema destra, le cui basi sono il concetto di patria intesa come popolo e l’avversione alla globalizzazione.”

Eh beh? Direte voi? Una no global di destra, fico. Nel frattempo gli anni passano. La Tami sembra sopita, forse ha imparato la lezione? Infatti in seguito al video “pro islamisti”, non aveva raccolto molte simpatie. Macché, a inizio 2019, la nostra “anarchica di destra”, quella nella cui casa “non esiste il politically correct”, conferma l’andazzo con un testo nel suo blog, a titolo:  “Le donne che provocano e le conseguenze”. Avete già capito l’anarchica dove va a parare vero?

“La parola “femminicidio” è stata inventata dalle femministe invidiose del pene ( o, citando Sigmund Freud, private di esso) che vogliono gettare discordia tra il gentil sesso e l’uomo. La parola femminicidio contiene in sé piagnistei vittimistici e voglia di fare sentire in colpa i maschi. La donna che la sente o la legge, infatti, viene spinta a sentirsi vittima e ad odiare l’uomo”.

“L’uomo e la donna sono fatti strutturati biologicamente in modo diverso, nel maschio predomina il testosterone e la competizione professionale e la donna, essendo progettata per allevare la prole con cui preservare la specie, tende ad essere più propensa alla cura del prossimo, alla dolcezza e all’altruismo” (leggi qui sotto).


Una laurea in filosofia per snocciolare roba che sarebbe vergognosa anche in bocca alla nonna di Mussolini? Vabbé, ridirete voi. È una un po’ tradizionalista, ancorata al passato, a idee di destra ma sane, casa, famiglia, ecc.

Non avete idea di quante sane idee ami Liliane Tami. Lo scopriamo alla commemorazione dei caduti della Repubblica di Salò (gli ultimi irriducibili fascisti prima della fine della Seconda Guerra Mondiale per capirci), che si tiene ogni anno il 24 aprile nel cimitero di Milano, sfidando le leggi sull’apologia del fascismo.

A quella commemorazione ritroviamo la nostra amica, mica come semplice spettatrice, ma in divisa tedesca e mentre regge un vessillo della 29esima divisione granatieri waffen-SS, un corpo delle Schutzstaffel hitleriane composto soprattutto da volontari italiani (leggi qui).


Insomma, una filonazista valà, senza tema di smentita. Proseguendo nell’intervista fiume, a domanda “imbarazzante” sull’assalto di Capitol Hill, la Tami riesce a entrare nel personaggio come una supposta di glicerina e senza vergogna appoggia il tentato colpo di Stato, anzi, si rammarica per il suo fallimento:

“Una piccola insurrezione, di tanto in tanto, è una cosa buona ed è necessaria nel mondo politico come i temporali in quello fisico. Previene la degenerazione del governo e alimenta una generale attenzione per la cosa pubblica.” Questa frase, di Thomas Jefferson, insegna che è giusto che il popolo si ribelli ai tiranni anche con la forza, annaffiando l’albero della Libertà col sangue, se necessario. Mi spiace che l’assalto a Capitol Hill sia stato solo simbolico e non si sia mutato in un’insurrezione in grado di riportare Trump al governo e fare arrestare Biden per truffa elettorale (ne sono convinta).”

Allora avete qui servita sul piatto elettorale, una no global naturista, antifemminista e anti gender, filonazista e insurrezionalista. Se poi la eleggete, gente di Capriasca, non venite a lamentarvi, sappiate che le piacerebbe tanto occuparsi “ dell’educazione e della politica giovanile o del dicastero degli eventi, cultura, sport e turismo.”

Che bello veder sfilare i giovani capriaschesi al passo dell’oca con la divisina della Hitler Jugend, un vero spasso.

 L’unico dubbio che ci rimane è questo, se secondo Liliane, la donna è “… progettata per allevare la prole con cui preservare la specie…” cosa si è candidata a fare?

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