La morale della campagna vaccinale

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La campagna vaccinale è l’argomento del momento. Per carità, non che vada messa in secondo piano, ma andrebbe forse un po’ ridimensionata nei toni. Siamo nel pieno di una pandemia, di una situazione straordinaria da prendere sul serio, così come da non sottovalutare è la comunicazione, le informazioni che riceviamo e quelle che ci vedono protagonisti. Prendiamo ad esempio il caos dei vaccini, “ci sono, ma non li facciamo ancora”, “ci sono e li facciamo”, “ci sono, li facciamo, ma manca la seconda dose”, “ci sono, li facciamo, manca la seconda dose e la casa farmaceutica non riesce a soddisfare la richiesta”. Decidiamoci. Insomma, dovremmo essere dei maghi nel riuscire a giostrarci in questo bailamme, e come se non bastasse già la pandemia, a incasinarci la vita, a muovere i nostri sensi di colpa, ci si mette anche la massiccia campagna d’informazione sui vaccini.

Io te lo avevo detto

I virologi sono stati chiari. Per il momento i vaccini in circolazione contro il Covid-19 hanno una forte efficacia contro la malattia e i suoi sintomi, ma un limitato se non addirittura basso grado di protezione rispetto alla trasmissibilità dello stesso. In altre parole non è chiaro se abbiano anche un effetto sterilizzante e forse lo sapremo solo nei prossimi mesi, per ora sappiamo che se ti vaccini sarai protetto contro la malattia, ma il vaccino non ti impedirà di trasmettere il virus ad altre persone. Il contrario di quello che avveniva con i vecchi vaccini, dove il tasso di immunità andava di pari passo con quello di trasmissione e il grado di protezione alla trasmissibilità era alto.

Coscienza sociale e questione morale

Inutile riempirci la bocca di grandi slogan che tentano di far vibrare le corde della coscienza. “Vaccinarsi è un dovere sociale”, “Se non lo fai sei un egoista,” oppure, come ha detto il Papa “La vaccinazione è un impegno morale”. Non credo che siano necessarie tutte queste pressioni. Ognuno di noi faccia ciò di cui è convinto, nel rispetto delle norme e della colletività. Non si tratta di discutere sul vaccino in sé, sulla sua utilità o sul fatto di vaccinarsi o meno, sappiamo che è necessario, ma sull’assordante propaganda che si sta facendo attorno ad esso. Un gran vociare che non aiuta a comprendere davvero ciò che sarebbe essenziale sapere.

Una luce in fondo al tunnel 

La ricerca scientifica continua, e proprio in questi giorni si apprende che il vaccino prodotto da Astra Zeneca proteggerebbe sia dall’infezione che dal contagio e che quindi avrebbe anche un’alta efficacia (67%) contro la trasmissibilità del virus. Noi però, per il momento, non stiamo facendo una campagna vaccinale basata su questo vaccino, solo allora si potrà discutere di coscienza sociale e forse anche di questione morale. Finchè si parla di Biontech-Pfizer, Moderna o altri ancora, che non bloccano la trasmissione, lasciamo che sia la responsabilità individuale a guidare ognuno di noi, come del resto lo stiamo facendo da un anno a questa parte. E ricordiamoci che vaccinarsi è utile soprattutto a noi stessi. Affinché diventi “una questione morale”, dobbiamo forse attendere ancora un po’.

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