La Polonia che brucia la Storia

Pubblicità

Di

Mettere ministri vergognosi a capo di certi dipartimenti sembra ormai un’abitudine, soprattutto di certi leader autoritari. Come Donald Trump che, per esempio, aveva messo a capo dell’agenzia per la protezione dell’ambiente Robert Pruitt, avvocato, legato a doppio filo alle lobby petrolifere e negazionista del riscaldamento climatico.

Una prassi che vede personaggi improbabili, se non completamente inadeguati, ricoprire ruoli delicati pur di accaparrarsi poltrone. È il caso del nuovo responsabile polacco dell’istituto per la memoria nazionale.

Sotto la Guida di Andrzej Duda, la Polonia sta prendendo davvero una brutta china. E l’ultima avvisaglia di una linea ormai ben definita, legata al nazionalismo più becero, vede l’ignobile nomina a direttore dell’istituto polacco a un seguace dell’estrema destra polacca ex neonazista e antisemita oltre che omofobo, Tomasz Greniuch.

Che l’istituto che dovrebbe occuparsi della passata Storia polacca, stia diventando un covo di revisionismo è ormai assodato. Un grande classico dei regimi autoritari, è riscrivere la Storia in chiave favorevole, che esalta nazionalismi ed eroismi locali, cancellando le parti sgradevoli o imbarazzanti.

Ed è esattamente quello che sta facendo il partito al potere “Diritto e giustizia”, di matrice ultranazionalista, mettendo i bastoni tra le ruote a storici e ricercatori. È recente la denuncia di due ricercatori, che si occupavano della Storia recente polacca legata all’Olocausto, chiedendo loro di rettificare una ricerca.

Anche qui, si cerca di riscrivere una Storia con numerosissime ombre, che vede la Polonia essere, da anche prima della Seconda Guerra Mondiale, uno dei peggiori covi di antisemitismo europeo. Non sono infatti state poche le persecuzioni polacche o il collaborazionismo coi nazisti per eliminare alla radice il “problema” ebraico. Un’eredità storica che non va a genio alla gentaglia di estrema destra al potere.

Katarzyna Markusz, giornalista e collaboratrice del sito Jewish.pl, è stata recentemente sentita dalla procura, solo per aver scritto la seguente frase: 

“Vivremo abbastanza per vedere il giorno in cui le autorità polacche ammetteranno che tra i polacchi, in generale, non c’era simpatia per gli ebrei e che la loro partecipazione all’Olocausto è un fatto storico?”.

Le manifestazioni e le celebrazioni patriottiche in Polonia, si stanno sempre più trasformando in adunate che lasciano l’amaro in bocca, e soprattutto che occhieggiano a una memoria che fa venire i brividi. Un complesso di persecuzione, legato all’occupazione tedesca prima e a quella sovietica poi, che si trasforma in una sorta di megalomania oltranzista ed esageratamente patriottica, una narrazione che esalta l’eroismo polacco e sminuisce, come dicevamo, le colpe.

La cosa va avanti passino passetto da anni. Già nel 2018, infatti denunciavamo la legge polacca che gettava ostracismo e ombra sul passato antisemita della Polonia (leggi qui sotto).

L’anno prima, sempre in Polonia, a Varsavia, si era tenuto il più grande raduno europeo dell’estrema destra internazionale (leggi qui sotto).

Antisemitismo a parte, risulta difficile capire come l’Europa possa agire con molta lentezza e con poca incisività contro certi regimi, tra cui anche quello ungherese, che stanno decisamente prendendo una china antidemocratica e autoritaria, impedendo le libertà basilari, controllando i media ed ora anche riscrivendo la Storia. Pagine nere di un passato che dovremmo avare il coraggio di leggere ad alta voce e che invece, la Polonia, preferisce bruciare, come nei righi dei pogrom del secolo passato.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!