Lo sciamano: “testimonio contro Trump!”

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Lo ricordate Jacob Chansley, il famigerato sciamano poi arrestato per l’insurrezione a Capitol Hill? Quello la cui mamma si lamentava che in galera il figlio non mangiava perché abituato al cibo bio?

Ecco, quello con le corna, sì, proprio lui. Si era fatto notare, fesso tra i fessi, all’assalto del Campidoglio statunitense. Facilmente identificato era ovviamente finito al gabbio, anche perché è difficile entrare a forza nella sede del parlamento di una nazione, spaccare i vetri, fregarsi il leggio di Nancy Pelosi e uscirne indenne.

Il buon Jacob in galera non mangiava, deperiva, secondo la mamma perché in prigione si mangiava da schifo e lui era abituato al cibo bio (leggi qui sotto).


D’altronde, la parte sana degli Stati Uniti, non era così disposta a lasciar correre su un atto così grave, un violento attacco che ricordiamo ha provocato ben cinque morti (leggi qui sotto).


Bene, la storia di Jacob Chansley, alias Jake Angeli, alias sciamano non finisce qui. Conscio che le patrie galere non sono uno dei posti più belli in America, soprattutto se ci risiedi tu, ha deciso di vuotare il sacco. La strategia è abbastanza palese: corroborare la tesi secondo cui è stato Donald Trump a “spingere” lui e altri patrioti all’assalto. Insomma, una specie di inconsapevoli bighelloni, che istigati da Donald hanno commesso una marachella di troppo.

È l’ANSA a farci sapere del voltafaccia del patriottico Chansley, il cui amore per gli States e per Donald Trump, vacilla di fronte ad accuse che promettono di fargli fare qualche anno ospite del sistema carcerario statunitense.

Oltre che “patriota”, ricordiamo che Chansley era seguace della teoria del complotto di QAnon, paranoico del Deep State e convinto che Trump avrebbe liberato il mondo dalla congiura democratica pedosatanista.

Il fatto che vengano continuamente fatte girare sui social date in cui Trump andrebbe alla riscossa arrestando i fedifraghi, cosa che non succede mai, non ha scalfito di un micron le certezze di questi poveri mostri. Ma forse Chansley, in gattabuia, si è domandato perché lui e un altro pugno di disgraziati devono alla fine prendersi tutte le colpe di questa baraonda.

Secondo Chansley, a voce del suo avvocato, quel giorno dell’assalto a Capitol Hill, le parole di Trump sono proprio state intese come “un invito ad andare a combattere”.

Una testimonianza che però verrebbe respinta dal compiacente senatore repubblicano Lindsey Graham, presidente del comitato giudiziario del Senato e che sarebbe preoccupato di trasformare eventualmente il processo per impeachment “in un circo”.

Purtroppo il circo lo abbiamo già visto il 6 gennaio, un circo vergognoso e triste. A Chansley non resta che prendersi la responsabilità, scordandosi di certo anche un minimo aiuto dal suo idolo Trump, un idolo che mai così tanto ha avuto i piedi d’argilla, anzi, di pastafrolla.

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