Meno male che aumentano i premi

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Dai, nessuno di noi, neanche il più fesso chiuso in un barile di salamoia per un anno, pensava che non ci sarebbe stato un aumento delle casse malati. Le certezze dalla vita in fondo sono confortanti.

Sai che Lorenzo Quadri continuerà a sparare fesserie, che dovrai morire, che la Nutella è la miglior crema spalmabile alla nocciola del mondo e che il premio di cassa malati aumenterà.

Ce lo dice la Sonntagszeitung sulla base di alcuni dati di Sasis, filiale dell’organizzazione degli assicuratori malattia Santésuisse.

L’aumento annuale sarebbe di 430 milioni di franchi (rispetto ai 34,6 miliardi dell’anno scorso). E i tre quarti dell’aumento sarebbero legati al Covid, non ci andava di essere scienziati per capirlo. Il bello è che l’aumento c’è sempre, è lì come la luna e le stelle, cambia la percentuale, che vagola come una stella cometa per lo spazio profondo ma c’è: a volte grassoccio, a volte smilzo, ma ci rassicura con la sua confortante presenza.

Che andrebbe anche bene eh? In fondo col bordello che c’è stato, un aumento dei costi ci starebbe, se non fosse che ogni dannato anno, da decenni a questa parte, assistiamo agli aumenti e all’erosione dei nostri stipendi.

Per fare il rompiballe, ricordo agli svizzeri che, sette anni fa, avevano rifiutato, facendosi turlupinare dai cassamalatari, una cassa unica federale (leggi qui sotto).


Le casse malati e le loro lobby, ci sommersero di pubblicità, tagliando così le gambe all’unica riforma che, probabilmente, avrebbe almeno in parte ridotto i costi. 

Dunque se ci siamo martellati le rotule sono anche un po’ affari nostri. E allora da decenni ci cucchiamo aumenti, che in vent’anni circa, hanno visto lievitare i premi quasi del doppio.

Unica nota decente, la sospensione da parte della Confederazione, ad aprile dell’anno scorso, dalla copertura assicurativa per i cittadini inseriti nelle famigerate “liste nere” dei debitori delle casse malati fino al termine dello stato di necessità dovuto all’emergenza Coronavirus (leggi qui sotto).


Noi aspettiamo settembre, come dei vecchietti in veranda sulla sedia a dondolo, con la copertina a scacchi sulle ginocchia. Aspettiamo l’ineluttabile. La morte? Nooo! Visto che non state attenti? L’aumento dei premi, che se un giorno ce li diminuiscono, risalgono di botto per la serie di infarti e ictus in seguito alla notizia imprevista.

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