Romano: lo sperma non si regala

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Marco Romano, un uomo determinato a rendere più miserabile possibile la vita delle minoranze in Svizzera per via di ordini ricevuti dai cieli, è tornato alla carica.

Oggi è uscito un articolo, in cui Marco Romano, Consigliere nazionale,  pubblicizza il referendum “No all’idea che persone con una sessualità diversa dalla mia abbiano una vita felice” (officialmente chiamato “No alla donazione di sperma per coppie dello stesso sesso”, ma mi sono preso la libertà di tradurre il Romano-pensiero).

Romano inizia dicendo che le camere federali hanno approvato il matrimonio per tutti. Secondo lui un grave errore, dato che le discriminazioni nei loro confronti si sarebbero potute risolvere in modo differente. Come? Mantenendo la differenza tra matrimonio e unione civile registrata. Queste sono le argomentazioni che nascono quando un omino che fa della discriminazione il suo pane quotidiano tenta di barcamenarsi con la politica di una società civile. 

D’altra parte, va spezzata una lancia in favore del buon Rommy: sappiamo tutti che differenziare una categoria a livello legale elimina il problema della discriminazione, no? 

Romano continua: “La procreazione assistita è costituzionalmente legale solo se non vi sono altri modi per combattere l’infecondità”. Romano progressista? No, secondo lui nelle coppie dello stesso sesso non vi è un’incapacità di procreare, bensì un “desiderio insoddisfatto” e “per taluni un presunto diritto”. 

Mi prendi per il culo Romano? Riprodursi è il principale istinto della razza umana, una cosa che ci portiamo dietro da 4 milioni e mezzo di anni come minimo. Domani cosa facciamo? Aboliamo gli ospedali perché una persona con il cancro non è bisognosa di cure ma semplicemente possiede il “desiderio insoddisfatto” di vivere?  Un livello di illogicità tale può solo essere giustificato da una rara condizione genetica che lo porta a espellere logica sudando. 

Questa vorticosa spirale di idiozia non può che avere una conclusione più spettacolare. Iniziamo ad avvicinarci: “Il prossimo passo sarà la maternità surrogata per coppie di uomini”. 

Il disastro! L’orrore! Dove vogliamo finire? In un mondo dove ognuno ha diritti e lo stato non può decidere chi ha figli e chi no?! 

Romano continua scrivendo che la donazione di sperma per coppie di donne “esclude deliberatamente il padre”, uno sviluppo che secondo lui sarebbe “un’evoluzione svilente per l’uomo”. Ora Marchetto, io non voglio insinuare nulla, ma la tua virilità deve essere bella fragile se il pensiero di due donne madri di un* bambin* ti svilisce. 

Ma eccoci all’apoteosi, l’arringa finale con cui Romano distrugge ogni ambizione di dominazione mondiale della lobby LGBT: “Con la maggiore età, i bambini si troveranno confrontati con una brutale realtà: potranno conoscere il nome del padre biologico, che non vorrà sapere niente di loro”

Ancora una volta, Grazie San Marco per averci illuminato riguardo a un problema che non è mai stato un problema per nessuno. Sarò sincero: mi trovo in difficoltà ad argomentare contro questa montagna di letame spacciata per argomentazione politica, per la stessa ragione che mi rende difficile argomentare contro un terrapiattista. Discutere di queste cose con Romano sarebbe come fare wrestling nel fango con un maiale: dopo mezz’ora ti rendi conto che non vincerai e che il maiale si sta divertendo un mondo. 

Però volevo condividere con voi tutto questo piccolo spaccato del panorama mediatico ticinese, prova che c’è ancora gente determinata a morire dal lato sbagliato della storia. 

[Questo articolo è stato sponsorizzato da LGBT international®, gloria al Gay supremo e morte ai suoi nemici]
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