Se il Covid fa da sponda a San Valentino

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Non che la festa degli innamorati m’abbia mai davvero entusiasmato, lo ammetto. Insieme ad Halloween è tra le ricorrenze che sembrano studiate a tavolino da un diabolico ufficio marketing. Confezionate su misura per vendere peluche, cianfrusaglie varie, scatole di cioccolatini a forma di cuore e dolcetti gommosi e zuccherosi in grado di fare la felicità di nove dentisti su dieci. 

Inoltre, se ci concentriamo su San Valentino, questo povero cristo non gode certo di grande popolarità tra i single che, puntualmente ogni 13 di febbraio, oltre a non avere granché da festeggiare, come legge del contrappasso si debbono pure sorbire la melassa e le moine di chi, con gli occhietti a cuoricino, mano nella mano deve far sapere all’universo mondo di essere accoppiato e innamorato. La combo perfetta.

Quest’anno, però, anche San Valentino dovrà fare i conti con la pandemia di Covid-19. Proprio com’è accaduto in precedenza con altre feste, penso in particolare a Pasqua e Natale. Quindi nessuna cenetta romantica a lume di candela in un quale ristorantino stellato. Quest’anno, visto il periodo, ci toccherà accontentarci di un take away.    

Eppure c’è chi non si è dato per vinto e anche in un’occasione come quella che tutti noi ben conosciamo ha saputo ingegnarsi, mettendo a frutto la propria creatività. Trovando un modo per sfruttare al meglio anche la pandemia. È il caso di chi s’inventa le frasi per i più classici biglietti d’auguri. Infatti c’è chi ha pensato bene di essere, non senza una punta d’ironia, lo specchio fedele di ciò che stiamo vivendo. 

Così, il tradizionale “Will you be my Valentine?”, cioè “Vuoi essere il mio Valentino?”, si è trasformato in un ben più attuale “Will you be my quarantine?”. Con Quarantena al posto del santo martire. Forse perché se riusciamo a sopravvivere al lockdown insieme, allora possiamo avere la certezza di sopravvivere davvero a tutto. 

C’è poi chi fa di necessità virtù: “Per il giorno di San Valentino ho prenotato un tavolo per noi in cucina”. Insomma, tutte frasi che ci ricordano come, San Valentino o non San Valentino, la vita vada sempre presa con una buona dose d’ironia. La pandemia avrà in parte anche stravolto il nostro modo di vivere gli affetti, ma questo non significa che noi non si possa ambire a un nuovo equilibrio, avendo comunque una ragione per festeggiare. 

A maggior ragione se si tratta di una festa che davamo per scontata o abbiamo sempre ritenuto banale perché non ci ha mai detto granché.

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