Terza corsia, ancora più inquinamento?

Pubblicità

Di

La terza corsia tra Mendrisio e Lugano, smuove gli animi, arruffa le coscienze e crea gruppi di ribelli sul territorio. Ora anche una raccolta firme per fermare uno scempio annunciato in un territorio già agonizzante.

Siamo certi di non essere smentiti, se osserviamo che ormai in Ticino, il fondovalle è un coacervo di industrie, centri commerciali e cemento o asfalto. Un groviglio di vie e viuzze, di autostrade e di vettori inquinanti. Solo il Piano di Magadino, ormai, si è salvato, almeno in parte, da una politica territoriale avida, rapace e sconsiderata. E lo ha fatto anch’esso anni fa, opponendosi a una variante stradale che avrebbe ulteriormente sfregiato zone agricole e verdi.

In questi ultimi tempi, un agguerrito gruppo di cittadini, ha intrapreso la strada della battaglia, e ha indetto una raccolta firme che si rivolge alla Confederazione e all’USTRA (l’ufficio federale delle strade).

L’idea è ovvia, se costruisco ulteriori strade, il traffico va più spedito e veloce. Poi però pensiamo ai posti dove si creano imbuti, come ad esempio alla dogana, e ci rendiamo conto che questa è perlomeno un’illusione.

Attualmente, l’autostrada che attraversa il Mendrisiotto, sopporta un carico di 70’000 vetture al giorno. Un flusso che, una volta terminata la strada, ovviamente aumenterà. Nel frattempo, la gente della regione e chi è di passaggio, sarà confrontato con cantieri che saranno in opera per quindici anni! Con tutti i disagi, i rallentamenti e gli intoppi che questo comporta, andando a pesare su un sistema viario già al collasso.

Ma di che parliamo in realtà? I semisvincoli di Bissone, paese già ormai massacrato da autostrada e ripari fonici, verrebbero spostati a Melano, in una zona già gravemente deturpata. I semisvincoli andrebbero a toccare una delle ultime zone verdi riva lago del basso Ceresio, con la foce del fiume Sovaglia. Uno spazio per cui da 40 anni ci si batte per evitare abusi e speculazioni edilizie.

E se pensiamo alle rive dei nostri laghi, che per legge dovrebbero essere fruibili dalla popolazione, sono in realtà privatizzate da ville e villoni per il 70/80%, ci si rende conto di come sia prezioso ogni scampolo di territorio strappato agli abusi e al cemento.


Vogliamo parlare d’inquinamento? Quasi una roba da ridere. Sappiamo tutti da anni che il Mendrisiotto vive una situazione critica, col superamento ogni anno delle soglie critiche per la maggior parte del tempo. I tassi di polveri fini e di monossido d’azoto sono spesso altissimi, fattori importanti per l’irritazioni degli occhi e delle vie respiratorie e sono ritenuti inquinanti primari.

Non è un caso che le pediatrie del Mendrisiotto siano da decenni piene di bambini con problemi respiratori.

Come dicevamo, c’è ora in atto una raccolta firme, che chiede alla confederazione di rigettare il progetto dell’USTRA, (che prevede una terza corsia da Lugano a Mendrisio), e di pianificare un progetto meno invasivo e che eventualmente passi in galleria o che copra il passaggio nei centri abitati. Ecco qui il link per chi volesse firmare

Io firmerò e se volete fatelo anche voi. La nostra terra si merita di meglio. Alla devastazione già grave, a malattie polmonari, a un inquinamento vergognoso, alla cementificazione del fondovalle, non possiamo sacrificare anche gli ultimi brandelli di un territorio una volta meraviglioso. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!