Trumpini di casa nostra

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Negli ultimi giorni si moltiplicano le richieste al Consiglio Federale di allentare il lockdown a partire dal primo di marzo. L’UDC e il consigliere Roger Köppel sono in prima linea nel fare pressioni, anche scorrette.

Non voglio entrare nel merito delle richieste, anche se alcune affermazioni rasentato il controsenso. Come esempio possiamo prendere le dichiarazioni del presidente dell’USAM H.U.Bigler che taccia di fallimentare la strategia del Consiglio Federale, affermando che lockdown non serve a niente. Forse al signor Bigler è sfuggito che le infezioni sono sensibilmente calate proprio dopo l’introduzione delle ultime misure che, se paragonate ai paesi vicini, non sono neanche così draconiane. Ma non è questo il punto.

Oggi sono incappato per caso in questo video di Roger Köppel, redattore capo della Weltwoche e Consigliere Nazionale dell’UDC, che mi ha lasciato allibito e notevolmente furibondo.

Il Consigliere Nazionale esorta il presidente di Gastrosuisse Casimir Platzer a scrivere a tutti suoi membri, persuadendoli ad aprire gli esercizi pubblici il primo di marzo indipendentemente dalle decisioni del Consiglio Federale.  

Naturalmente l’apertura deve avvenire nelle norme di sicurezza in vigore.  

Già in gennaio alcuni gerenti, soprattutto nella Svizzera Tedesca, avevano provato un’apertura in barba al divieto (azione #wirmachenauf). L’azione è finita il giorno stesso e alcune volte è intervenuta la polizia. 

Il caso più eclatante è stato quello del ristorante Landgasthof Rothorn di Daniela Liebi (a Sigriswil, BE) che si è esposta volentieri ai media per rivendicare questa tesi (cosa a cui non è nuova). La polizia dopo alcuni tentativi amichevoli ha chiuso il Rothorn senza tanti complimenti.  

La nostra eroina ha poi ricevuto una multa di 2’800 franchi ed è stata espulsa da Gastrosuisse. A questo punto subentrano i Giovani UDC con una colletta per coprire la multa della signora Liebi. 

Colletta che ha avuto un certo successo ed ha raccolto più del previsto. La signora avrebbe voluto donare i soldi a Gastrosuisse per finanziare gli apprendisti. Offerta che Gastrosuisse ha rifiutato.  

Questo piccolo excursus serve a  spiegare che l’UDC è già un po’ che “mena il torrone” per la riapertura dei ristoranti, fingendo di ignorare il pericolo sanitario che si nasconde e che se mal gestito può far tornare una terza ondata di contagi. 

Torniamo a Köppel: un Consigliere Nazionale chiede al presidente di un’associazione di esortare i suoi membri a  violare una misura imposta dall’esecutivo (nel caso il Consiglio Federale prolungasse la chiusura degli esercizi pubblici). 

Il “nostro” non si espone in prima linea, no, manda avanti gli altri. Dovrebbe essere il presidente di Gastrosuisse a chiedere ai suoi di aprire. Quindi in caso di problemi giuridici, Köppel ne uscirebbe tranquillo, mentre gli esercenti dovrebbero  sopportare le conseguenze di un’azione illegale.  

Mi sembra un parallelo con quello che ha fatto Trump, aizzare la masse per poi dichiarare di non essere responsabile, se un paio di facinorosi attaccano il Campidoglio.  

E d’altronde ciò non sorprende considerato che Köppel aveva invitato Steve Bannon in Svizzera (leggi qui sotto).

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