UDC Bellinzona: come un asino sfinito

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Per la sezione UDC del Bellinzonese sembra non esserci requie. Ora anche lo storico membro e psichiatra Orlando del Don è stato scopato fuori dall’assemblea che si è tenuta qualche giorno fa a Carasso.

Che la sezione di Bellinzona, tra Lega e UDC, sia una specie di autoscontro da luna park senza esclusione di colpi, non è una novità. Già quest’estate la sezione sembrava allo sbando, dopo le dimissioni dell’ufficio presidenziale, per dissidi dovuti a problemi interni e con l’alleato leghista. 

In giugno infatti a dare forfait erano stati il presidente Ivano De Luigi e i due vicepresidenti Alessandro Torriani e Arturo Burini, oltre al cassiere Antonio Micheli (leggi qui sotto).

Poi era stata la volta della capogruppo Lelia Guscio (Lega) nel Consiglio comunale di Bellinzona, che aveva ripreso Tuto Rossi (UDC) in merito alle sue esternazioni sulla casa anziani di Sementina. Rossi aveva allora dato alla Guscio dell’ubriacona, denotando quanto si fosse ai ferri corti all’interno del gruppo (leggi qui sotto).

I rapporti cordiali all’interno della sezione sono ormai asfittici come un lume a petrolio senza ossigeno, al punto che pochi giorni dopo, in novembre, il presidente (leghista) del Consiglio Comunale, Luca Madonna, querela addirittura la sua capogruppo Lelia Guscio, a causa del contenzioso su una votazione. Madonna affidò anche ai social la sua rabbia, e apostrofò la collega: “Occorre ricontare i voti grazie a chi lascia frequentemente la sala per fumare e se ne va a casa prima della conclusione dei lavori. Accendere il cervello prima di aprire la bocca, signora maestra”

Oggi è Orlando del Don, altro storico membro della sezione bellinzonese a gettare la spugna. Del Don che era in lista l’anno scorso per il municipio, nell’assemblea di martedì scorso è stato estromesso. A lui sono stati preferiti Simone Orlandi, Tuto Rossi (il che è tutto dire) e l’ormai pluririgommato Brenno Martignoni.

In un comunicato, Del Don spiega le sue dimissioni (evidentemente non l’ha presa bene) con:  “È la logica conseguenza della mia visione diversa da quella del presidente sezionale e di parte dell’ufficio presidenziale della sezione.” – a causa- “di profonde e insanabili divergenze politiche, strategiche e procedurali”. 

Ma del Don non è solo, nella lista dei candidati per le comunali, ci sarebbero infatti state alcune ulteriori defezioni.

Insomma, l’armonia all’interno della compagine UDC-leghista, se mai c’è stata, sembra ormai come un asino sfinito che crolla sotto il basto, nemmeno a bastonate si riesce a rialzarlo. Più che altro ci si chiede quanto sia credibile presentarsi di fronte ai cittadini con dei trascorsi, negli ultimi mesi, così incresciosi.

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