UDC nel sacco col burqa

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La votazione che ci troveremo ad affrontare tra poco, ci viene venduta come una crociata per i diritti delle donne. Non è assolutamente così, per diversi motivi:

Primo: chi si erge a paladino del mondo femminile oggi, sono proprio coloro che per le donne hanno fatto poco o niente. Gente dell’UDC soprattutto, un partito dove le donne sono ridotte a un lumicino e dove vengono rimesse subito al loro posto quando osano rivendicare i loro diritti (leggi qui sotto) .


Oppure insultate pesantemente semplicemente perché non si adeguano a una linea becera e maschilista che prosegue nonostante i decenni (leggi qui sotto).


L’UDC, è proprio il classico partito dove le donne hanno un ruolo se non rompono le scatole, con la bella e tradizionale credenza, tanto cara alla destra, che in fondo è meglio se restano a casa a fare la calzetta o a preparare il minestrone (leggi qui sotto). Non parliamone poi se sei gay, la famiglia tradizionale, tutta rösti e brätwurst non ammette deviazioni (leggi qui sotto).


Ed è forse per questo, che in un recente sondaggio della SSR sulle votazioni del prossimo 7 marzo, comprendente quella contro la dissimulazione del volto, scopriamo che il fronte del no avanza, mettendo in forse un voto che molti davano per scontato. Leggiamo dal sito di RSI news: “Si è sensibilmente ridotta la quota dei favorevoli all’iniziativa popolare contro la dissimulazione del viso. I consensi al testo fanno ancora registrare su scala nazionale una maggioranza (49%), ma sono anche calati di ben 7 punti percentuali rispetto agli esiti del sondaggio effettuato in gennaio. Di converso è invece aumentata nella stessa proporzione la quota dei pareri di segno contrario, che ora si attesta al 47%. Quasi un testa a testa, quindi, e con la concreta prospettiva di un “no” che alla fine potrebbe prevalere nelle urne. Un “sì” vincente non può tuttavia essere del tutto escluso, se si considerano l’intensità della campagna in vista del voto e l’emotività che continua a caratterizzare il dibattito sul tema.”

Difficile capire cosa ha mosso in realtà gli elettori, di certo è che l’UDC risulta, visti in suoi trascorsi come potete leggere negli articoli citati, molto poco credibile. Come sarebbe poco credibile oggi un Partito socialista che sostenesse le ragioni dell’alta finanza offshore. Insomma, ognuno ha il suo orticello, e può provare a zappare anche in quello del vicino, ma se sconfini troppo vieni punito.

L’ostinazione anti islamica dell’UDC, facile veicolo per beceri razzismi e xenofobia, mostra anche qui la corda. Il manifesto per sostenere l’inziativa, che mostra una donna col niqab e dietro o sguardo più truce possibile, cozza con la narrazione “femminista” di questa destra che si è riscoperta paladina delle donne solo ora. 

Ma come, vuoi liberare la donna e la rappresenti con lo sguardo furente e odioso? Sono due messaggi contrapposti, che mal si conciliano tra loro e che smascherano, se ce ne fosse bisogno, le mire di questa destra, a cui in realtà non frega un fico secco delle donne in burqa, che sono a quanto pare in Svizzera, solo una quarantina, e per buona parte svizzere fanatiche convertite all’islam. 

Alla votazione mancano ancora un paio di settimane, e il risultato non è scontato. Certo che per l’UDC, perdere sarebbe, visto il tema che si dava per scontato, uno scorno non da poco.

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