Bellinzona: i quattro candidati di Gobbi

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Si dice da tempo che la Lega ha i voti ma non le persone. Infatti fino a ieri l’elettore leghista finiva per votare per il movimento e le idee e poco importava chi fosse il candidato. Oggi si pescano mazzi di candidati dai dipartimenti d’appartenenza.

Stessa cosa sembra succedere con l’UDC, un solo paio di nomi per tutti: Tuto Rossi e Liliane Tami. L’una si è ritirata dal movimento UDC dopo la shitstorm che ha colpito quest’ultimo in seguito alle sue esternazioni filonaziste (leggi qui). 


L’altro ha inanellato una serie di gaffes, fesserie e brutte figure, che fanno sperare agli altri partiti del Bellinzonese che resti in lizza anche solo per zavorrare il movimento.

Gli scarsi risultati del materiale umano candidato è spesso sotto gli occhi di tutti, in Consiglio comunale o in Gran Consiglio. Le elezioni comunali di quest’anno, ci regalano una gustosa questione su cui discutere. Ovvero quanto c’entri Norman Gobbi con la candidature del gruppo UDC. Lega per il municipio della capitale, visto che la maggioranza assoluta è composta da funzionari del Dipartimento delle Istituzioni da lui diretto. 

Un serbatoio di candidati non indifferente e che fa l’invidia degli altri capi dipartimento, che manco a spremere le rape riuscirebbero a trovare un tale plebiscito canino tra i propri collaboratori.

Ed ecco allora una sequenza che se non dubbia, (mica è illegale) perlomeno pone qualche minuscolo problema di etica o di opportunità:

Abbiamo Sacha Gobbi, presidente sezionale della Lega di Bellinzona, assistente personale di Gobbi. L’unica speranza è che non siano cugini, anche se non ci metterei la mano sul fuoco. Poi c’è Simone Orlandi, attuale presidente dell’UDC, (entrato in carica dopo le dimissioni in blocco, l’anno scorso, di tutto l’ufficio presidenziale) e funzionario dell’ufficio circolazione. Le malelingue, a cui noi non daremmo mai credito, dicono che Orlandi sia un protegée di Piero Marchesi e che stia investendo dei bei bigliettoni in queste votazioni. Tenetelo d’occhio che il ragazzotto ha la via spianata all’interno dei democentristi ticinesi. Terzo asso del poker, Jasmine Ben Ali, architetta, funzionaria all’ufficio servizio costruzioni (sempre roba di Gobbi) e che dovrebbe forse domandarsi dove sarebbe lei con la sua famiglia se a tempo debito si fossero usate le misure di stitichezza amministrativa implementate da Gobbi negli ultimi anni. Da ultimo ma non per ultimo, Manuel Donati, funzionario al Centro Sistemi Informativi e già Consigliere comunale.

Insomma, un bel poker, e viene da domandarsi cosa avrebbe candidato il gruppo UDC Lega a Bellinzona, dopo gli innumerevoli casini dell’ultimo anno, che trovate esaurientemente elencati in questo articolo di qualche settimana fa (leggi qui sotto).


Se non ci fosse stato “San” Norman a togliere le castagne dal fuoco alla sezione bellinzonese, avremmo assistito a un ben povero raccolto dai campi dei candidati UDC-leghisti. E anche se non possiamo sapere per certo che ci siano state pressioni di Gobbi dietro questo fiorire di candidature bellinzonesi di suoi funzionari, il legittimo dubbio rimane. 

A terminare la lista, l’uscente Minotti, e il plurirgommato Brenno Martignoni con il compagno di merende Tuto Rossi. Gran bel parterre.

Ci vengono i brividi a pensare cosa avrebbe scritto il fogliaccio verde domenicale se a candidare 4 funzionari di Bertoli fossero stati i comunisti e i socialisti. 

Per fortuna gli altri partiti riescono ancora a mettere in piedi una squadra senza impoverire dipartimenti, che rischierebbero il collasso in caso di elezione di tutti i candidati.

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