Brasile, legittimato il golpe del ‘64

Pubblicità

Di

La Corte d’Appello ha emesso una sentenza che avalla le istanze di  Bolsonaro: “Legittimo commemorare il golpe del 1964”. Fa rabbrividire il ricorso inoltrato e accolto dal governo brasiliano in cui si rivendicava la piena idoneità della celebrazione di un evento nefasto e fradicio di sangue, un cruento colpo di stato militare che cancellò totalmente i diritti democratici del paese, provocando omicidi a catena, odiose persecuzioni politiche e dolorose implosioni sociali sino al 1985.

La lunga notte di una dittatura barbaramente orchestrata è stata legalmente riabilitata da un iniquo verdetto che solo la Corte Suprema potrà ribaltare, come spiega la deputata Natalia Bonavides che rimarca la gravità del fatto: “È una decisione assurda e fa male alla Costituzione. È un diritto che non esiste per il governo quello di celebrare un colpo di stato che ha istituito una dittatura che ha ucciso, torturato, violentato e nascosto cadaveri”.

E così Jair Messias Bolsonaro, in fibrillazione per le reiterate polemiche sulla pandemia, ha calato nonostante tutto i suoi 4 assi sul tavolo della prevaricazione, guadagnandosi i punti necessari per mettere a dimora, il prossimo 31 marzo, quella preziosa ed emblematica “pietra miliare della democrazia brasiliana” che riassume il golpe perfetto che azzerò di un botto il respiro egualitario e l’architettura paritaria di una grande nazione.

Un’iniziativa che riporta in vita la circolare del ministero della Difesa in cui il ministro Fernado Azevedo voleva commemorare il golpe e dove il giudice ha ritenuto che: “la pubblicazione non offende i postulati dello stato di diritto democratico né i valori costituzionali della separazione dei poteri o della libertà”.

Il presidente soffre da tempo di una forma di frustrante autovittimismo, alimentato dalla ossessione che il Coronavirus abbia assunto una specifica variante solo per lui, verificata in laboratorio con il nome di “guerra contro” da quando i suoi avversari politici gli imputano maniacalmente il fatto di mostrarsi “insensibile alla morte”.

Strenuo paladino di un farmaco per la malaria, assolutamente sconsigliato dall’Oms contro il Covid, ha tatticamente deciso di spostare le coordinate dei suoi obici da novanta sul disagio incontinente e progressivo della sua gente che tanto vorrebbe attenuare con badilate di idrossiclorochina, per guarire prima il morbo e in secondo battuta la disoccupazione: 

“Se uno non vuole prendere quel farmaco che uccide i pidocchi ma non gli esseri umani, non lo faccia, ma lasci libero di prenderlo chi invece lo vuole”.

Jair, travolto da una ridda di turbamenti e di ribaltamenti mentali, ha dichiarato che nel suo Paese “sta per scoppiare il caos” mentre nelle ultime 24 ore i bollettini parlano di 2724 morti e di 86982 contagiati.

Resta fortunatamente la beatificante via della redenzione popolare: l’esaltazione del cinquantesimo anniversario che vide le truppe dell’esercito marciare su Rio de Janeiro per decretare la morte della giustizia per una ventina d’anni, mica poi tanti.

E se quella dittatura  è forse meno conosciuta e celebrata di quella cilena o argentina, a qualche testa bacata non venga l’estro di attribuirne le cause a Jair, che di traumi compulsivi ne ha già troppi da stemperare. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!