Cassarate: manganellate nei denti?

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E l’altra sera i giovani a Cassarate hanno tirato le bottigliate alla polizia…e giù manganellate nei denti…e cos’è questo, uno stato fascista di polizia? E patapim e patapam, le gambe dovrebbero spezzargli per fargli capire chi comanda…e i giovani devono pur sfogarsi in qualche modo. E “figli di p*****a”, e “pezzi di m***a”.

La ridda di commenti sui social a corollario dei fatti avvenuti a Cassarate sabato sera, con tafferugli e relativo lancio di oggetti alla polizia da parte dei giovani presenti, è il meglio che il Ticino può produrre. Nel bene e nel male. 

Le tifoseria, divisa tra buonisti e giustizialisti, esprimono tutto il loro sdegno o comprensione, esprimendo spesso ricette un po’ semplicine anche se di certo efficaci. È palese che se spezzo le gambe a tutti i giovani festaioli del Luganese, riduco drasticamente il numero dei convenuti agli improvvisati raduni. Controindicazioni? L’aumento proditorio dei costi sanitari, oltre a una probabile recrudescenza nei rapporti tra forze dell’ordine e cittadini. 

Dunque una strada difficilmente praticabile.

C’è da dire, che tafferugli del genere ormai avvengono un po’ dappertutto, al limite è una naïvté tutta ticinese quella di inorridire e alterarsi per fatti del genere. Poi ci si può indignare fin che si vuole, e ovviamente il sindaco di Lugano lo ha fatto. 

Resta la considerazione, che ormai, dopo un anno di restrizioni, le frange più esasperate e fragili, soprattutto giovani, ne risentono. Perché se noi “vecchi”, abbiamo già vissuto il periodo d’oro dell’adolescenza, travagliato eppur meraviglioso, ci sono generazioni la fuori, che se lo vedono sparire sotto i piedi.

Generazioni che, alla loro età, hanno un bisogno quasi compulsivo di “imbrancarsi”, come fanno le scimmie o gli gnù. Non è una scelta, ma una questione fisiologica. E siccome gli assembramenti sono proibiti, e il branco inevitabilmente crea situazioni di emulazione, bastano 4 o 5 esagitati per far partire la miccia.

Io soluzioni non ne ho, ma dubito che un cordone di polizia, anche se sembra la cosa più logica, abbia effetto. Probabilmente serve a spostare il problema dal un’altra parte, come quando a Zurigo si sgomberava la scena aperta della droga al Platzspitz e poi i tossici si sparpagliavano per tutta la città, mica scomparivano.

Per i giovani, i ragazzi, fare branco, confrontarsi tra loro è fondamentale, forse non per tutti, ma per molti sì. Capire questa cosa, prima di parlare di manganellate nei denti o di spezzare gambe è utile a vedere il problema per quello che è e a calmare gli animi. Dobbiamo, se ci va bene, tenere duro ancora fino all’estate, e poi se dio vuole ricominciare a vivere quasi normalmente. Dimenticando lockdown, assembramenti e cariche di polizia. Speriamolo davvero. 

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