Molinari come formiche?

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Giorgio Giudici mirmecologo, ovvero studioso di formiche, ci mancava. Possiamo leggere le sue esortazioni sul mondo delle formiche in un articolo di Stefano Pianca, su TIO:

“A chi cammina nei boschi sarà successo di sfiorare inavvertitamente un nido di formiche e di colpo vederne migliaia dove prima non c’era anima viva. La stessa cosa sono i Molinari con la loro capacità di mobilitazione”.

L’ex sindaco sembra seriamente intimorito da una realtà, che a suo dire sarebbe simile a quella del formicaio. Se da una parte è vero che probabilmente uno sgombero forzato, porterebbe dalla parte dell’autogestione numerosi simpatizzanti (anche tra i moderati), ci sembrano un pochino esagerati i moniti di Giudici. Il Molino, l’associazione e chi ci ruota intorno, non è un brulicare di militanti pericolosi pronti a difendere il nido come farebbero legioni di formiche rufe guerriere con la loro collinetta di aghi di pino.

Giudici ribadisce le sue scelte di compromesso, differenti rispetto alla gestione che si prospetta muscolare, vista anche la reazione alla manifestazione di lunedì, da parte di alcune forze in Municipio, e pensiamo soprattutto a Bertini e quadri.

“La nostra soluzione era di compromesso, fintanto che si fosse trovata un’alternativa. Allora il territorio cittadino era ridotto, oggi dopo le aggregazioni il Municipio dovrebbe disporre di un inventario completo di teoriche aree per insediare questa attività. Un’attività che – lascia uno spiraglio aperto Giudici – potrebbe essere congeniale anche nel contesto di uno sviluppo del Macello futuro. Non dico per gratificare, ma per riconoscere una realtà che volenti o nolenti esiste. Entrare invece in conflitto mi pare un’operazione che presenta tantissime incognite. Un boomerang”.

Nel frattempo il Municipio, che subito dopo la manifestazione sembrava pronto alla battaglia e allo sgombero duro, sembra nicchiare, attende un rapporto di polizia e gli animi sembrano meno bellicosi. A prescindere dalla forza delle formiche unite, a tal proposito chi non si ricorda il meraviglioso film d’animazione Bug’s Life, dove un formicaio di pavide formiche si ribella allo strapotere di malvagie locuste, un’azione di polizia per uno sgombero forzato, è l’ultima cosa che Lugano ha bisogno.


Lugano, ha forse ancora delle opportunità, che come già scrivevo, non sono certo più nel lusso di Via Nassa o nei depositi bancari, bensì in una vocazione giovane, legata all’università e a una cultura onnivora, poliedrica e vivace. Forse invece di andare contro ai Molinari, sarebbe il caso di attuare una politica coraggiosa a dar loro una mano a sviluppare un idea di cultura alternativa che non sia solo tollerata, ma accolta dalla città. 

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