È finita l’epoca delle sassate

Pubblicità

Di

Raoul Ghisletta, presidente del PS di Lugano, dà voce al disagio per i fatti di lunedì sera alla stazione di Lugano, dove un gruppo di manifestanti si è scontrata con la polizia. Motivo della manifestazione, l’esito delle votazioni, soprattutto quella anti burqa.

Chiaramente la condanna per gli atti, arriva un po’ da tutte le parti, lo stesso sindaco di Lugano, sembra essere arrivato al limite con la pazienza. Scrive comunque Ghisletta in un post su facebook:

“La manifestazione anarchica di lunedì 8 marzo delle 18 è stata pacifica per un’ora sul piazzale antistante la stazione FFS Lugano. Purtroppo poi è degenerata in assurdi scontri contro la polizia vicino ai binari, che hanno causato paura e disagio agli utenti dei mezzi pubblici per un paio di ore. È inaccettabile vedere un mini corteo con tanto di striscione caricare un cordone della polizia antisommossa vicino a un binario. È inaccettabile fare casino dentro la stazione, per di più in un orario di punta! Cosa si vuole ottenere con simili idiozie?

Ovviamente le responsabilità penali dell’accaduto andranno accertate dalla magistratura. Il sindaco di Lugano è incavolato, ma lo siamo tutti. Però per favore non sostituiamoci ai magistrati e lasciamo definire a loro le responsabilità penali degli individui, che pagheranno per i reati commessi. Così funziona un paese civile e maturo.”

Detto fuori dai denti, dare torto a Ghisletta è difficile. Io non so chi fossero quelli in stazione ieri, e non faccio di tutta l’erba un fascio. Penso che a volte le leggi vadano violate quando in gioco ci sono vite umane, come ha fatto Lisa Bosia per esempio in passato (leggi qui sotto).


Sono tollerante quando delle manifestazioni hanno lo scopo di portare l’attenzione su fatti incresciosi e dimenticati, quando rimangono nel solco della non violenza, anche se magari non autorizzate. Non sono un legalista fanatico. 

Penso però, che la manifestazione di lunedì sera sia stata una fesseria indifendibile, anche da circoli di sinistra o da persone che possono simpatizzare per quelle idee. Se ho capito bene, il fulcro era l’iniziativa contro il burqa, peraltro fortemente avversata da sinistra e verdi.

“La democrazia è il peggior sistema di governo una volta esclusi tutti gli altri”, diceva Winston Churchill. È però il sistema che ci siamo dati per evitare di scannarci ogni due minuti. La democrazia per quanto imperfetta, fa vincere o perdere, a volte per un pugno di voti ma il verdetto va accettato anche se non ci piace, perché queste sono le regole che ci siamo dati e valgono sia se vinciamo che se perdiamo. 


Sempre di più assistiamo a una polarizzazione delle fazioni, a una spaccatura netta tra una società destrorsa e conservatrice e una sinistrosa e progressista. Troppo spesso, negli ultimi anni, le votazioni arrivano sempre sul filo del rasoio e sono davvero poche migliaia di voti, soprattutto in un paese piccolo come il nostro, a fare la differenza.

Andare a protestare perché una votazione non è andata come volevamo noi, non è solo antidemocratico, quello è il meno: è da sfigati ed è controproducente.

Se c’è una colpa in chi è andato a manifestare è proprio quella di far credere a chi ha votato a favore dell’iniziativa UDC di aver fatto bene. Un’ideologia calcificata e che non pensa alle conseguenze è un’ideologia manichea ed egoista. 

Anche perché nessun musulmano ha tratto beneficio da quei tafferugli, anzi, ha rinsaldato l’idea che in fondo è stato meglio così, e questo sì che mi fa incazzare, perché così si gioca con la pelle della gente, ed è questa la cosa peggiore. 

Quella manifestazione ha incarognito la città e le sue autorità, che già non erano ben disposte nei confronti dell’autogestione, e ha dato ulteriore combustibile a chi fa dell’antislamismo la sua bandiera. A noi rimangono la rabbia e l’incomprensione per gesti che sinceramente non solo troviamo inutili, ma anche profondamente dannosi. 

Perché piaccia o no il tempo delle rivoluzioni coi sassi e i bastoni è finito ed è storicamente fuori dal contesto. Oggi, nell’era della comunicazione, sono altri i mezzi con cui fare clamore e tirare acqua al proprio mulino. Chi manifestava ieri sera alla stazione non lo ha capito. Altri invece, ed è proprio gente che governa a Lugano, lo ha capito benissimo.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!