Gli USA non affascinano più la Cina

Pubblicità

Di

Per lunghi decenni, abbiamo vissuto nel sistema geopolitico post guerra fredda. Egemonia militare e economica statunitense, monopolio culturale anglosassone.

Eppure, non si è perso tempo ad identificare un nuovo nemico. La Cina, paese che negli anni ’90 era ancora visto come una fabbrica di plastica a cielo aperto. La narrativa del “gigante addormentato” era prominente all’epoca, ma adesso il gigante è indubbiamente sveglio.

Se nei primi anni ’90 era già ovvio che una seconda guerra fredda avrebbe preso forma a breve, nessuno si aspettava che la competizione potesse essere così agguerrita. E oggi possiamo tranquillamente dire di essere già entrati in questa fase della storia. La “trade war” di Trump, i continui e totalmente casuali “esercizi navali” nei pressi delle coste cinesi, l’aggressione politico-reazionaria a Hong Kong, le fabbricazioni su presunte infrazioni dei diritti umani in Sinkiang… Recentemente, anche gli incontri tra le due superpotenze in Alaska – iniziati in maniera pessima e conclusi con poco di fatto e animi decisamente più infiammati. 

Oggi voglio parlare dell’aspetto culturale di questi conflitti. I lettori più maturi probabilmente ricorderanno l’ingresso di McDonald’s in Unione Sovietica, evento profeta dell’imminente collasso di un intero sistema politico e culturale. Allo stesso modo, chi ha vissuto in Repubblica democratica tedesca ricorderà l’ammirazione per beni di consumo occidentali come scarpe di marca o musica. Avvisaglie di una sconfitta soprattutto culturale, oltre che strategico-militare e politica. 

Ma questo, ad oggi, ci concerne? Beh no, ma possiamo provare ad analizzare lo shift culturale che questo nuovo conflitto sta portando in Cina. 

Secondo un articolo pubblicato da South China Morning Post, la chiara tendenza delle nuove generazioni cinesi (identificate come “millenials e generazione Z”) è di allontanarsi dalla cultura occidentale. Se una volta i film campioni di incassi nel paese erano Titanic, Avatar e Transformers, ora film autoctoni come “My people” o “Wolf warrior” 1 e 2 dominano il botteghino. Allo stesso tempo, brand d’abbigliamento occidentali come Nike e H&M stanno perdendo terreno nei confronti di brand locali come Li Ning. Secondo The Economist, “I giovani cinesi spesso sostengono boicottaggi lanciati nei confronti di aziende o brand rei di aver offeso la nazione, ad esempio sostenendo l’indipendenza di Taiwan”. 

Se i Cinesi nati negli anni 70/80 subivano il fascino degli ideali occidentali di democrazia e libertà individuale, i più giovani guardano a est verso gli Stati Uniti vedendo instabilità, immobilismo politico e divisione. Secondo uno studio svolto da Ash center e pubblicato dal giornale di Harvard, oltre il 90% dei Cinesi è “totalmente/parzialmente soddisfatto” dall’operato di Pechino. Sebbene gli analisti facciano notare un tasso d’approvazione minore (ma comunque maggioritario) a livello di governo cittadino e provinciale, indicando come molti cinesi tendano a incolpare i governi locali più di Pechino per le loro insoddisfazioni. Comunque si nota un netto distacco con il tasso d’approvazione del governo statunitense (35%), tedesco (44%) o inglese (35%).

Un sondaggio su oltre 10’000 persone da parte di Xinhua ha concluso che l’87% delle persone nate dopo il 1990 si definisce marxista, percentuale che sale all’89% per le persone nate dopo il 2000.

Ma il perché di tutto questo? 

L’occidente ha un numero infinito di diverse opinioni sulla Cina, spessissimo male informate. Tuttavia, vi sono dati oggettivi. 

I giovani cinesi sono cresciuti in un paese che ha recentissimamente sconfitto la povertà, che costruisce nuove infrastrutture a ritmi vertiginosi, che ha liquidato l’emergenza Covid in brevissimo tempo. Le nuove generazioni vedono una Cina forte, solida e in crescita. Vivono meglio dei loro genitori lavorando meno, godono di più libertà politiche, riconoscono il ruolo leader della Cina nella lotta al riscaldamento globale e possono essere testimoni del rapido avanzamento tecnologico del paese.  Solo nel 2020, la Cina ha prodotto un numero di papers scientifici superiore a quanto prodotto dagli Stati Uniti, ed è leader in campi quali l’automazione, le telecomunicazioni (il famoso 5g) e il trasporto pubblico ad alta velocità. 

Insomma, la gioventù cinese vive in una nazione prospera e che permette di avere fiducia per il futuro (roba che in occidente non vediamo dal 1960). Questo, in linea con le priorità del Partito Comunista di Cina, sta creando una generazione patriottica, fiera e fedele agli ideali del socialismo con caratteristiche cinesi. Un esempio di nicchia di questa tendenza è Zhang Jing, la giovane traduttrice che ha risposto a muso duro alle accuse dei diplomatici di Joe Biden durante il recente summit in Alaska. Zhang è rapidamente diventata una delle persone più ricercate dai giovani sulla piattaforma social Weibo, per via del suo talento e dei suoi modi composti ma determinati. China Women News riassume l’interesse popolare nei suoi confronti definendola “una persona a immagine della nuova Cina – giovane, intelligente, sicura, zelante e con nessuna intenzione di piegarsi di fronte all’occidente”. 

Cosa significa questo per il futuro? È difficile dirlo. Sicuramente vedremo una Cina quantomai determinata e fiduciosa nei suoi mezzi, finalmente pronta a lanciare la sua sfida finale contro gli Stati Uniti. Una Cina con una leadership più solida che mai e una popolazione più unita che mai. 

Se l’ascesa del dragone rosso è sembrata spaventosa fino a oggi, tenete a mente che il meglio deve ancora venire. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!